SE VIAGGIO è CURIOSITA’, ECCO PERCHE’ VIVERE LEON DURANTE LA SETTIMANA SANTA

La Settimana Santa, periodo di celebrazioni che corre dalla Domenica delle Palme alla Domenica di Pasqua, raccoglie, ancora oggi, un insieme di cerimonie religiose cristiane che rievocano i momenti antecedenti la crocifissione e la resurrezione di Gesù. Spostiamoci in Spagna, la cui lunga dominazione in Italia ha lasciato tracce notevoli nelle celebrazioni Pasquali del nostro Mezzogiorno, e capirai perché vivere Leon durante la Settimana Santa è un’esperienza indimenticabile…

Vivere Leon durante la Settimana Santa - Palencia
Vivere Leon durante la Settimana Santa – Palencia

VIVERE LEON DURANTE LA SETTIMANA SANTA: PALENCIA

Ho fortuitamente incontrato i riti della Settimana Santa, la Semana Santa, durante una sosta a Palencia. Solo poche ore per scoprire una piazza affollata da tanti figuranti dai lunghi cappelli conici a coprire tutto il viso. Ho appena fatto in tempo a stupirmi per aver notato un personaggio in tunica e “capirote”, il copricapo conico con solo i fori per gli occhi, che percuoteva tre volte un enorme portale della chiesa non ricevendo risposta se non il frenetico battere del becco di una grossa cicogna beatamente adagiata sul campanile. Silenzio di migliaia di persone!

Altro tentativo, tre colpi sordi col bastone argentato, il mormorio della gente, il lento scorrere del portone sui cardini e …. ho la bocca aperta e gli occhi sbarrati dalla sorpresa. Dall’enorme apertura esce a fatica un imponente portantina (non saprei come chiamarla altrimenti) qualcosa di alto circa cinque metri da terra, sostenuta da … io conto 60/ 70 persone con indosso le stesse tuniche e capirotes. Sopra la portantina una effige della Madonna Addolorata, vestita a lutto e investita dal decoro ricchissimo del “trono”, questo il nome spagnolo della portantina, sommerso di fiori e illuminato da decine e decine di fiammelle accese (nulla di elettrico). Le spalle dei portatori reggono il carico (anche due tonnellate !!!) muovendo i piedi all’unisono al ritmo della musica di trombe e tamburi, battendo in terra i loro bastoni, tenuti col braccio libero, e procedendo scalzi. Stupore, forse sgomento, difficoltà nel cogliere il tutto. Una strana e sconosciuta atmosfera. E’ un venerdì, il Venerdì Santo, giorno della crocifissione e morte del Cristo.

Riprendo il viaggio per León dove arrivo in treno di lì a poco.

Ho in programma questa interruzione del mio secondo cammino verso Santiago per riposarmi due giorni nella città che già conosco e apprezzo. Mi avvio verso il piccolo Hostal nei pressi della grande cattedrale gotica ma vedo una folla immensa occupare la grande via. Sento l’avvicinarsi del suono delle trombe e il ritmato percuotere dei tamburi. Mi affretto facendo sobbalzare il mio zaino e, stavolta, mi immergo senza indugi nella Pasqua spagnola.

Sfila la Procesion de los Pasos. Sfilano migliaia di figuranti, 80 per trono, una decina di tronos che ripropongono le stazioni della via crucis. Sopra ogni trono la scena in dimensioni più che naturali, delirio di addobbi in oro e bronzo, distese di fiori e centinaia di fiammelle costantemente riaccese a dispetto del venticello di aprile. Sopra tutto, la musica che sovrasta e scandisce il tempo col ritmo della marcia cadenzata da grossi tamburi il cui rimbombo toglie il fiato a chi stà più da presso (due file di 10). Dietro ogni trono una banda musicale di circa un centinaio di elementi con trombe, tromboni e corni tutti …. volutamente stonati!!! La musica è gracchiante ma potente, il suono arriva coinvolgente e mesto, è Venerdì Santo: morte e disperazione vengono descritte e sottolineate dalla musica. A seguire, ancora, figuranti con i bastoni d’argento, formazioni femminili delle “damas de piedad”, le dame in lutto ornate di gioielli di azabache e dalle chiome trattenute dai tipici vistosi pettini infilati nello chignon. La procession de los Pasos inizia intorno alle 7.30 del mattino per terminare intorno alle 13.oo.

Vivere Leon durante la Settimana Santa
Vivere Leon durante la Settimana Santa
Vivere Leon durante la Settimana Santa
Vivere Leon durante la Settimana Santa
Vivere Leon durante la Settimana Santa
Vivere Leon durante la Settimana Santa
Vivere Leon durante la Settimana Santa
Vivere Leon durante la Settimana Santa
Vivere Leon durante la Settimana Santa
Vivere Leon durante la Settimana Santa
Vivere Leon durante la Settimana Santa
Vivere Leon durante la Settimana Santa
Vivere Leon durante la Settimana Santa
Vivere Leon durante la Settimana Santa
Vivere Leon durante la Settimana Santa
Vivere Leon durante la Settimana Santa

VIVERE LEON DURANTE LA SETTIMANA SANTA: FINO A NOTTE FONDA

In migliaia ad assistere, tanti i turisti esterrefatti, macchine fotografiche e smartphones che saettano spasmodiche, ma incapaci di cogliere il tutto: la meraviglia, l’odore d’incenso, la musica esasperata, l’applauso spontaneo della gente al passare dell’ultimo trono con il Cristo morente.

Ma dove sono capitato?

Mi sono appollaiato, zaino incluso, sul ramo di un lampione per cercare di riempire gli occhi il più possibile. Sono a León, antica capitale della Castiglia, 160.000 abitanti dei quali tra 20.000 e 30.000 impegnati nelle tradizionali cerimonie della Semana Santa (oltre a volontari, istituzioni locali, associazioni, parrocchie, militari!)
Il tempo di pranzare e riposarmi per qualche ora. Sono le 18. E’ da poco iniziata  la processione finale del venerdì, la Solemne y Oficial Procesion del Santo Entierro. Passerà dalla piazza della cattedrale per percorrere la via che lievemente scende verso il centro più moderno. E’ una via non troppo larga e permette di osservare sullo stesso piano della processione.

Si avvicina la musica e i colpi dei tamburi si impadroniscono dell’aria. La processione è imponente, i gruppi sono ancora più numerosi del mattino, i miei occhi quasi stentano a credere a ciò che vedono. I tronos rappresentano gli elementi della passione, la prigionia, la tortura, la croce ormai vuota, le donne in pianto. Davanti a me una ininterrotta teoria di occhi anonimi che brillano attraverso il cappuccio nero a nascondere le smorfie della fatica, la commozione della partecipazione, la chiusa e privata volontà di espiazione o di scioglimento di un voto o, più semplicemente, la gioia di esserci.
Sfila come al mattino questa enorme processione infilandosi nel buio della sera che avanza, tra il tremolio delle migliaia di fiammelle e la mestizia, semmai ancora più forte, al passaggio della bara di vetro posata sul penultimo trono contenente il corpo del Cristo morto. La folla tace al suo cospetto, i lampioni della strada si spengono al suo avanzare e la musica trova un tono altissimo e disperato alternato dal ritmico “picchiettio” su uno strano strumento di legno posto sopra i tamburi. Credetemi, il cuore scappa dal petto e solo uno spontaneo applauso rompe lo stato ipnotico che questi eventi provocano.

Sono ormai le 21:30 e la processione volge al termine senza calare di intensità fino all’arrivo dell’ultimo trono a chiudere, intorno alle 22, quello che porta la figura di Nuestra Senora de la Soledad, la Madonna della Solitudine, avvolta in un ricco manto nero e oro, in mano i simboli della crocifissione e contornata da un tripudio di fiammelle e fiori.

Questo è il Venerdi Santo a Leon, città indaffarata e attiva, legata a filo doppio alle proprie tradizioni e assolutamente partecipe. E’ quasi mezzanotte quando si spengono gli echi della processione e delle celebrazioni. Le vie sono completamente illuminate e stracolme di gente. Fa freddo. 4° e non sentirli. Sono aperti tutti i bar e i ristoranti, le vetrine sono illuminate e ogni via o vicolo ospita gente che fa festa e cena addirittura all’aperto con una convivialità invidiabile. Fra poco è Pasqua, anzi Pascua o Domingo de Resurreccion. E’ il giorno dell’apoteosi della Semana Santa che, in realtà, dura 10 giorni durante i quali si alternano una quarantina di processioni.

VIVERE LEON DURANTE LA SETTIMANA SANTA… è arrivata la Pasqua

La mattina di Pasqua arriva luminosa. All’alba solo qualche rintocco di campana da due siti opposti nella città, un volo di colombe nell’aria frizzante e… si ricomincia! Dopo l’alba avviene la Carrera de San Juanin, la corsa di San Giovanni, che porta la notizia della resurrezione.

E’ un piccolo corteo che trasporta il trono del giovane San Giovanni in atto di corsa (ma corrono pure i portatori!!!), una processione tesa e spericolata. Subito dopo le grandi processioni col trono del Cristo Risorto, Paso de la Resurreccion da un lato della città e Paso de las tres Marias dal lato opposto. Si ripete il rito in una folla traboccante nella prevalenza dei colori bianco oro e la musica non più stridente ma trionfale fino all’Encuentro nella Plaza Mayor o davanti alla cattedrale tra lo scampanio dei campanili della città.

Vivere tutto questo, anche in parte, può essere a tratti scioccante, forse per molti incomprensibile, sicuramente coinvolgente e commovente. Ogni viaggio deve avere il proprio bagaglio adatto e in questo caso, un po’ come a Siena in occasione del Palio, occorrono curiosità, disponibilità, pazienza, un briciolo di reminiscenze e conoscenze, voglia di esserci e accettazione anche della frustrazione di non riuscire a raccontare compiutamente, neppure con l’aiuto di filmati e fotografie, l’emozione che toglie il respiro.

Jorge

CONSULTA IL NOSTRO DIARIO DI VIAGGIO DELL’ON THE ROAD DA LEON A SIVIGLIA SULLE TRACCE DEL CAMINO DE LA PLATA