VALLE DEL DOURO E VINO PORTO

Dai confini con la Spagna ai pressi della città di Porto si apre per 900 km, nella fascia settentrionale del Portogallo, la Valle “incantata” del Douro, dichiarata dall’Unesco patrimonio mondiale dell’umanità.

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E’ proprio in quest’area che si sviluppano tutte le fasi del ciclo di vita del vino liquoroso Porto. Dalla vendemmia alla vinificazione nelle Quintas, disposte sui pendii vertiginosi lungo il fiume, fino all’invecchiamento nelle enormi e antiche botti delle cantine di Vila Nova de Gaia, la ‘Rive gauche’ di Porto, di fronte al vecchio e non meno affascinante quartiere ‘Ribeira’.

Da qui sono evidenti, orgogliosi sui tetti delle cantine, le insegne che dichiarano la presenza di nomi inglesi e scozzesi, produttori della totalità di questa tipologia di vino.

Porto e il fiume Douro
Porto e il fiume Douro
Scorci della città vecchia
Scorci della città vecchia

Vila Nova de Gaia: storiche cantine di vino porto

Diciamoci la verità, questa è una città che trasuda carattere brit da tutti i pori, vuoi per la discrezione introversa tipica dei portoghesi, vuoi per l’influenza britannica, evidente nell’architettura dei bellissimi palazzi e nello stile delle cantine proprio oltre il ponte Dom Luis I. Moderne o di aspetto classico, sono una preziosa componente, elegante e peculiare, del lungofiume, anche turisticamente.
La contaminazione inglese si legge nel senso della tradizione, nella capacità organizzativa, nelle intuizioni lungimiranti e nell’amore per tutto ciò che il termine “comfort” comunica.
Un esempio?
Vi consiglio una breve sosta da Croft, per una degustazione in poltrona tra quadri e tappeti, o una visita guidata tra muri in pietra e botti centenarie.

La Croft
La Croft
La Croft
La Croft
La Croft
La Croft
La Croft
La Croft

Come nasce il vino porto?

Dal 1756 proprio gli inglesi, in ostinata ricerca di produttori di vino, causa la guerra contro i francesi e il conseguente rialzo dei prezzi dei loro prodotti, si spinsero fino in Portogallo e, risalendo il fiume Douro, all’epoca ancora privo di dighe e decisamente più selvaggio, assaggiarono di volta in volta i vini che i frati producevano nelle Quintas della valle.

Vini fortificati dall’aggiunta di alcol incolore e insapore (acquavite), eccellente conservante durante la lunghissima strada di ritorno in Inghilterra.
Molti, quindi, decisero di insediarsi direttamente nella città di Oporto e introdussero, grazie al Marchese di Pombal, leggi che formalizzarono la produzione, il trasporto e i prezzi del vino. Siamo di fronte alla prima forma di regolamentazione in ambito vitivinicolo, la quale ha permesso di considerare, a ragione, la valle del Douro come una delle più antiche regioni vinicole al mondo.

Sandman
Sandman
Per le viuzze di Vila Nova de Gaia
Per le viuzze di Vila Nova de Gaia

Qui viene introdotto il primo concetto di Doc (denominazione di origine controllata), primato condiviso con la zona del pregiato Tokaji ungherese e con quella toscana, dove già nel 1716 Cosimo de’ Medici indicò 4 zone adatte a produrre vino di qualità, Chianti, Valdarno di Sopra, Pomino e Carmignano.

Attualmente la produzione è per l’80% vino Porto e il restante 20% vini rossi e bianchi da tavola.
I vitigni utilizzati sono circa 30 ma solo 6 sono i veri protagonisti. Il denso e concentrato Touriga national, il fruttato e strutturato touriga francesa, il delicato tinta roriz, il tinta câo, il sofisticato tinta barroca e la finezza del tinta amarela.

Valle del Douro: i famosi terrazzamenti
Valle del Douro: i famosi terrazzamenti

Se c’è un luogo dove la viticoltura si può considerare “eroica” è proprio la valle del Douro.
Una gola a forma di V, 350 metri di dislivello dal letto del fiume, su cui si sviluppano terrazzamenti con un massimo di due filari ciascuno, dove nessun macchinario o tecnologia può arrivare.

Terreni rocciosi, asciutti, riparati dai venti atlantici dalla catena montuosa Sierra de Marao, colpiti da inverni molto freddi e da estati estremamente calde e secche.
Ricchi di sostanze nutritive a cui la vite, tramite il suo apparato radicale, attinge spingendosi a fondo, facendosi largo tra le fessure delle rocce in cerca di acqua.
E’ in condizioni estreme che la la pianta rende al meglio. Rese per ceppo molto basse permettono un vino di grande carattere e concentrato. La qualità sostituisce la quantità, ne accresce il valore e qualifica il prodotto commercialmente interessante.

Il vino porto è il risultato di un ecosistema, una combinazione unica di clima, suolo e uva, quello che i francesi chimano Terroir.

Solo la capacità e le conoscenze dell’uomo, tramandate di generazione in generazione, hanno permesso di realizzare qualcosa che oggi è considerato uno dei migliori classici al mondo, versatile ed elegante ambasciatore della tradizione portoghese.