RUTA DE LA PLATA PRIME CONSIDERAZIONI

Partiti il 10 ottobre 2017 da Milano. Arrivati a Siviglia dopo sfinenti deviazioni al viaggio previsto, in conseguenza di uno sciopero. Da 6 giorni in cammino. Bilanci? Troppo presto! Considerazioni? Sì, sempre possibili, quindi dalla Ruta de la Plata prime considerazioni a caldo…nel senso letterale del termine.

Ruta de la Plata prime considerazioni
Ruta de la Plata prime considerazioni

UNA PARTENZA “IN SALITA”

A differenza delle mie esperienze precedenti, il procedere in compagnia riempie in parte quei vuoti in cui solitamente si annidano i pensieri.
Partirei dall’aspetto maggiormente condizionante e caratterizzante di questi giorni ricorrendo a qualche parallelo con i cammini già percorsi. Non voglio fare paragoni ma delineare cornici e dimensioni.

  • Ottobre 2008, aria tersa e fresca a Saint Jean Pied de Port. Raggiungo la prima tappa di Roncisvalle con 0°c.
  • Marzo 2015, trovo Roncisvalle con il famoso chiostro ingombro di oltre 2 metri di neve.
  • Ottobre 2017, Andalusia. Terra di colori, arance, spiagge e… sole.

Il sole, appunto. Un’anomalia: 8 gradi sopra la media, dicono in tv. Il sole bello, bianchissimo, che avvolge tutto senza scampo perché, lasciata Siviglia e la sua periferia alle spalle, ci si addentra in una piana color sabbia dalla rara vegetazione mummificata e piccolissimi borghi. La serenità del cameriere di un bar di Camas che ci racconta dei 51°C raggiunti a Giugno e di questa incredibile e infinita estate. “Visitate Italica!” si raccomanda. Passiamo vicino al cancello di quello che appare un meraviglioso parco archeologico di questa città romana, patria di Trajano, l’imperatore. Sono circa le due del pomeriggio e la canicola, lo zaino e i bottiglioni di acqua che, poco figacciosamente ci portiamo addosso, ci consentono appena di procedere.

Dice la mia guidaojo, porque según en qué época, el primer “mazazo” de calor canicular dejará atónitos a algunos peregrinos” che tradotto sta per “occhio, perché secondo il periodo, la forte botta della canicola lascerà storditi diversi pellegrini“.  Forse la traduzione è superflua, basta l’onomatopeia del termine “mazazo de calor” a dare efficacia alla frase!

Ruta de la Plata prime considerazioni: 40°C
Ruta de la Plata prime considerazioni: 40°C
Ruta de la Plata prime considerazioni: olivi secolari
Ruta de la Plata prime considerazioni: olivi secolari
Ruta de la Plata prime considerazioni: da Fuente de Cantos
Ruta de la Plata prime considerazioni: da Fuente de Cantos

La piana attraversata nei primi giorni è color sabbia. Rari e lontanissimi sparuti alberi. Campi di cotone abbandonati con pochi fiocchi bianchi sbocciati e ormai bersaglio di un gregge di capre. Camminiamo col sole che pervade tutto. Beviamo continuamente. Non un albero non una fonte, non un’abitazione. Il pastore delle capre ci saluta. La pista sterrata sale per qualche metro, poi riscende immergendosi nuovamente nella fornace senza aria dei 40°C e oltre. Le ore passano, ma i chilometri pare di no.
Antonio, per sua dote naturale e per passione atletica, se la cava meglio di me e si attarda ad aspettarmi negli ultimi tratti, quando il bisogno di fermarmi si fa frequente e i piedi e la testa sembrano di piombo fuso.

Procediamo così fino all’arrivo a Monesterio, città patria di tanto saporosi quanto famosi prosciutti iberici, a quasi 800 metri slm. Finalmente un po’ di brezza sotto un cielo che va velandosi e incupendosi.
Abbiamo viaggiato tutti i giorni, anche oggi da Monesterio a Fuente de Cantos sotto la pioggia battente attesa da circa dieci mesi, con tre litri di acqua a testa appesantendo zaini e ginocchia. Risultato: nel tratto da Fuente de Canto a Zafra si è resa necessaria una deviazione sulla statale N630 a causa di piccoli corsi d’acqua molto gonfi o fuori dalla sede con guadi ricoperti di fango e acqua (aggiungi pure molta merda di maiale!)

Ruta de la Plata prime considerazioni: da Monesterios a Fuente de Canto
Ruta de la Plata prime considerazioni: da Monesterios a Fuente de Canto
Ruta de la Plata prime considerazioni: problemi tecnici!
Ruta de la Plata prime considerazioni: problemi tecnici!
Ruta de la Plata prime considerazioni: strada statale N630
Ruta de la Plata prime considerazioni: strada statale N630

RUTA DE LA PLATA PRIME CONSIDERAZIONI: INCONTRI

L’atmosfera quasi comunitaria di condivisione e incoraggiamento, addirittura commovente, del cammino francese qui è quasi inesistente, almeno nel primo tratto percorso. Ore di cammino senza incontrare nessuno, di umano intendo. Un bellissimo cervo, un cinghialotto, capre, un cane, sfranto dal sole e dall’assenza di compagnia, adagiato accanto alla pozza di fango con i maiali a guazzo. Incrociamo una coppia simpatica, americana, nonna, classe 1938, e nipote. Vanno spediti, non sembrano accusare il caldo come noi…ma non hanno le scorte di acqua??? Che amarezza, s’invecchia male!

A Monesterio, ci fermiamo a pranzo in una locanda gestita da un signorone baffuto e affettuosissimo, Juan. Si siede con noi, entusiasta per ospitare uno spagnolo (io) e un italiano (Antonio)…insomma, lo prendo come un complimento al mio spagnolo. Tra una chiacchiera e l’altra ci racconta di 4 tizi, proprietari di una casa agricola in zona, che si fingono pellegrini nei periodi in cui è affittata per scroccare pranzi e servizi a costo minimo: 2 norvegesi e 2 americane, nonna e nipote. Ve possino!!!!!!!!

Lascio la mancia a Juan, che si spertica in ringraziamenti, chiama la cuoca, sua moglie, la quale, a sua volta, per sdebitarsi della mancia ci offre due yogurt accompagnandoci fino alla porta. Le belle persone, l’umanità, nel suo significato più nobile, la gioia di un sorriso grato per il tempo e la sincera considerazione offerta ad uno sconosciuto. Forse il cammino è una dimensione benedetta dalla voglia d’incontrarsi e di essere grati, malgrado la fatica a volte massacrante, malgrado il cinismo di molti.

Ruta de la Plata prime considerazioni: Villafranca de los Barros
Ruta de la Plata prime considerazioni: Villafranca de los Barros
Ruta de la Plata prime considerazioni
Ruta de la Plata prime considerazioni