POST TUTORIAL: COME RINNOVARE MASCHERA CUCINA FAI DA TE WESTFALIA T3

Gli interventi di recupero su #gaspard81 continuano, stavolta ci siamo concentrati sul frontalino del blocco cucina. Sembrava in condizioni peggiori di quanto non fosse, ad esempio le bolle di ruggine delle scrostature erano solo superficiali e non avevano compromesso la lastra. Un mezzo d’epoca ha bisogno di continue attenzioni, di grande rispetto per i suoi limiti e di manutenzione, con interventi da blandi a radicali soprattutto se al suo interno si dorme e si cucina generando condense di vario tipo. Nelle esplorazioni meccaniche non mi avventuro, mi fido di un paio di professionisti appassionati che sanno bene cosa e come fare, ma nelle piccole riparazioni che richiedono manualità mi ci diverto e io e il mio Gaspy ci sentiamo in sintonia: l’uno parte dell’altra.  Se poi si aggiunge che con una minima spesa abbiamo ottenuto un super risultato, spero di esserti di aiuto con questo nuovo post-tutorial “Come rinnovare maschera cucina fai da te Westfalia T3“. Costo complessivo € 20/25.

COME RINNOVARE MASCHERA CUCINA FAI DA TE WESTFALIA T3
COME RINNOVARE MASCHERA CUCINA FAI DA TE WESTFALIA T3

COME RINNOVARE MASCHERA CUCINA FAI DA TE WESTFALIA T3: PROCEDURA

1. Sul frontalino svitare la placca che copre la plafoniera di plastica in cui sono inserite le spie luminose del serbatoio dell’acqua, della batteria dei servizi e relativi circuiti elettrici. Poi spingerla leggermente sotto i fornelli per poter procedere.

2.Svitare le due viti sui fianchi in alto del mobile cucina e le tre viti sul lato inferiore.

3.Togliere le manopole del gas, semplicemente tirandole.

4.Svitare la ghiera (dado schiacciato e largo) che fissa i perni su cui si incastrano le manopole.

5.A questo punto si può staccare il frontalino facendo leva dal basso verso l’alto. Attenzione a non forzare la parte alta che va ad incastrarsi con il piano cottura.

Nel nostro caso sfilare il frontalino ha richiesto un po’ d’ingegno, perché seguendo la procedura non veniva via nemmeno a pregare in turco. 

Dubbi: sarà mica stato incollato? Saldato in precedenti riparazioni? Secondo alcuni tutorial americani trovati in rete la soluzione più in voga era “dai un bel colpo e vedrai che si sgancia”. Ho provato un paio di volte con un martello di gomma, non so se abbastanza energicamente, ma non si muoveva di un millimetro e temevo che potesse ammaccarsi. Così sono arrivata al punto 6.

6.Dopo aver controllato che non ci fossero saldature abbiamo tentato la via di uno sbloccante spray, in dose massiccia. Trascorso un pomeriggio ha cominciato ad allentarsi, segno che avevamo trovato la soluzione, bastava solo ancora un po’ di pazienza e una seconda dose di prodotto.

7.L’indomani, infilando una spatola nella fessura e con l’aiuto del martello di gomma, con cautela siamo riusciti a staccare il frontalino senza far danni. Non era incollato, nemmeno saldato, solo appiccicato da 40 anni di utilizzo e sporco fossilizzato. Per non parlare di quello che abbiamo trovato sotto i fornelli…uuuuh, all’idea di aver cucinato a pochi centimetri da quello zoo di esserini pieni di zampe e da pallini che sembravano ricordi nostalgici di qualche topo viaggiatore m’è preso male. Comunque, eliminati gli ospiti e i residui di carta adesiva del rivestimento, con l’aiuto di un disinfettante è tornato tutto come nuovo.

8.Una volta sfilato, il frontalino andava sverniciato grattando delicatamente le parti arrugginite. Occorrente per questa operazione: un disco di carta vetrata ed una spazzola da applicare al trapano per portare via ruggine e vernice. Operazione delicata ma veloce.

9.Una mano di antiruggine e una bomboletta di vernice spray da carrozziere di colore marrone per ridare vita.

10.Prima di procedere all’inverso per reinstallare il frontalino della cucina occorreva applicare nuove calcomanie al posto di quelle grattate via con la carta vetrata. Le più convenienti le abbiamo trovate sul sito gowesty, circa €10 (inclusi nel totale di spesa indicato all’inizio). Spedite subito: 3 giorni dalla California a Milano, 8 da Milano a Prato!

COME RINNOVARE MASCHERA CUCINA FAI DA TE WESTFALIA T3
COME RINNOVARE MASCHERA CUCINA FAI DA TE WESTFALIA T3
COME RINNOVARE MASCHERA CUCINA FAI DA TE WESTFALIA T3
COME RINNOVARE MASCHERA CUCINA FAI DA TE WESTFALIA T3
COME RINNOVARE MASCHERA CUCINA FAI DA TE WESTFALIA T3
COME RINNOVARE MASCHERA CUCINA FAI DA TE WESTFALIA T3
COME RINNOVARE MASCHERA CUCINA FAI DA TE WESTFALIA T3
COME RINNOVARE MASCHERA CUCINA FAI DA TE WESTFALIA T3
COME RINNOVARE MASCHERA CUCINA FAI DA TE WESTFALIA T3
COME RINNOVARE MASCHERA CUCINA FAI DA TE WESTFALIA T3
COME RINNOVARE MASCHERA CUCINA FAI DA TE WESTFALIA T3
COME RINNOVARE MASCHERA CUCINA FAI DA TE WESTFALIA T3
COME RINNOVARE MASCHERA CUCINA FAI DA TE WESTFALIA T3
COME RINNOVARE MASCHERA CUCINA FAI DA TE WESTFALIA T3
COME RINNOVARE MASCHERA CUCINA FAI DA TE WESTFALIA T3
COME RINNOVARE MASCHERA CUCINA FAI DA TE WESTFALIA T3
COME RINNOVARE MASCHERA CUCINA FAI DA TE WESTFALIA T3
COME RINNOVARE MASCHERA CUCINA FAI DA TE WESTFALIA T3
COME RINNOVARE MASCHERA CUCINA FAI DA TE WESTFALIA T3
COME RINNOVARE MASCHERA CUCINA FAI DA TE WESTFALIA T3

A volte mi viene da pensare cosa avrei potuto trovare sotto i fornelli se non avessi avuto Gaspy, che è stato ben tenuto e coccolato da tutti e cinque i proprietari che ci hanno preceduto, se avessi comprato, per esempio, il primissimo T3 che abbiamo visto a Prato quando abbiamo deciso di prendere un vecchio van. Era lurido e puzzava.  Sarà che ho un compagno di viaggio allergico alla polvere, in un ambiente rivestito di moquette e tendine bisogna che tenga pulito a meno che non decida di farlo fuori con una crisi d’asma ahahah! Non è nei miei programmi futuri!

Evviva il restyling (anche per pulire!), evviva il vintage, evviva Gaspy!

P.s. Non ho trovato cadaveri di topo 🙂