CRISTINA: PROFESSIONE ENOLOGA

E’ la fine dell’estate, l’aria comincia a raffrescare ma le stelle sono ancora generose e accompagnano silenziose l’evento dedicato al vino sulla collina di fronte a casa. Tra sorrisi di circostanza e poche parole (talvolta anche un po’ forzate) con i fornitori presenti, allo stand di una nota azienda locale di cui conosciamo già bene i prodotti,  eccola, dietro il banco. Piccola di statura, curata nell’aspetto, saluta con una disponibilità nello sguardo e nel tono della voce che ci risveglia dal torpore di malcelata indifferenza incontrata fino a quel momento. Ci fermiamo per lei, Cristina, professione enologa.

Che strano il caso, se di caso si tratta, colpisce imprevedibile aprendo passaggi sorprendenti.

Cristina, professione enologa: la vigna- Photo Credits Francesca Aucello
Cristina, professione enologa: la vigna – Photo Credits Francesca Aucello

UN ANNO DOPO…

La Ripa di San Quirico nel comune di Montespertoli, splendida campagna delle colline che abbracciano Firenze, è l’angolo di mondo dove affondano le radici di una famiglia compatta: tre figli, due maschi e la piccola di casa. Lei, un concentrato di energia denso di sfumature, un arcobaleno di tinte forti con un cuore generoso che oscilla dalla commozione all’incazzatura con la trasparenza della passione che spinge, e continua a spingere, anche quando sembra di avere davanti solo muri troppo alti. Di quelle persone che quando camminano spostano l’aria, ma forse i suoi 28 anni non le permettono ancora di averne coscienza.

Nati e cresciuti tutti in queste poche centinaia di metri quadrati, oggi l’intera famiglia contribuisce alla mole di lavoro indispensabile per far crescere un’attività legata alla terra, all’imprevedibilità delle condizioni climatiche e al tempo da dividere sempre con l’altro lavoro, quello che permette di vivere quando si è ancora agli inizi. Le esperienze in Sud Africa, in Germania, a Bordeaux e nell’azienda in cui oggi è impiegata le hanno dato spunti di realtà da cui imparare e sui quali riflettere: un sogno si realizza scendendo a compromessi con la vita…sì, ma non troppo! Se già quando studi prendi prestiti per comprare trattori invece di partire in vacanza a folleggiare con le amiche vuol dire che la direzione è chiara: non basta fare l’enologa, esserlo conta forse di più.

Mentre la jeep ci sballotta da un sentiero all’altro a scoprire le vigne e gli uliveti dell’azienda, “La Carpineta” è il nome, nel suo sguardo leggo di tutto, un misto di emozioni forti, di quelle che si fatica a spiegare perché le parole non rendono abbastanza. E allora è più immediato affidarsi ai ricordi per farsi conoscere un po’ di più. La vedo sgattaiolare per i campi sotto l’occhio complice di nonno Amedeo che, ancora piccolissima, le insegna a guidare il trattore. La mamma spaventata la richiama all’ordine, le ordina di scendere ma lei ride, è felice, divertita. Curiosa, attenta, libera, a casa.

Si commuove…

Cristina, professione enologa: la vigna- Photo Credits Francesca Aucello
Cristina, professione enologa: la vigna- Photo Credits Francesca Aucello
Il babbo...- Photo Credits Francesca Aucello
Il babbo…- Photo Credits Francesca Aucello
Cristina, professione enologa- Photo Credits Francesca Aucello
Cristina, professione enologa- Photo Credits Francesca Aucello
Cristina, professione enologa- Photo Credits Francesca Aucello
Cristina, professione enologa- Photo Credits Francesca Aucello

PROFESSIONE ENOLOGA: LE ORIGINI

Cristina: professione enologa
Cristina: professione enologa

Il nonno, lo spirito affine che tutto le ha insegnato, che conosceva e riconosceva le piante svelandole di ognuna i segreti, che incoraggiava le sue visioni ambiziose e le impediva di sentirsi sbagliata quando si è resa conto che il mondo è di ostacolo agli animi romantici, il nonno le ha lasciato il testimone. Non prima di assicurarsi che tutto ciò di cui la sua esistenza lasciava in dono fosse organizzato a dovere, l’ultimo monito ad incoraggiare l’audacia della sua piccola giovane donna che, con tutta la sua famiglia, continua ad osare e ad affrontare il sacrificio a testa alta. Nuovi progetti prendono forma. La cantina ruberà spazio alla falegnameria del babbo e una saletta per la degustazione dominata da un enorme camino lascia immaginare quei momenti in cui si comincia a tirare le somme e la soddisfazione di aver creato qualcosa di bello si diffonde confortante. L’atmosfera è rarefatta, la luce di un sole pallido guarda dritta al camino spento e lei, mentre si scusa per il disordine di un ambiente a cui occorre solo un po’ di colore sulle guance, si guarda intorno con lo sguardo di quando i pensieri si accavallano prepotenti tutti insieme. L’assenza, o la presenza, del padrone di casa, quel nonno speciale, è palpabile. Vecchi attrezzi, il primo banco da lavoro del babbo, muri alti rimandano a un mondo che si allontana sui binari del tempo lasciando dietro di sé una scia di scatti sbiaditi ma sempre bellissimi, di colori caldi e sorrisi sinceri, di sogni da rincorrere e di traguardi raggiunti: ogni cosa è il risultato delle vite che questo angolo di mondo ha ospitato.

La commozione proprio non riesce a trattenerla, ed è bello per me ricevere tanta sincerità da poter ricordare e raccontare. Un lungo abbraccio e, sulla strada di casa, sento già la responsabilità di ricambiare l’umanità che ho incontrato e la sensazione che mi si è aggrappata addosso: credere fortemente in qualcosa è un bellissimo modo per onorare la vita. 

Cristina, professione enologa...ricordo del nonno...- Photo Credits Francesca Aucello
Cristina, professione enologa…ricordo del nonno…- Photo Credits Francesca Aucello

Questo, dei ritratti di ESTERofili, ha rappresentato l’esperienza personale più toccante. E’ stato testimonianza di apertura e fiducia quando, quasi ogni giorno, sono bombardata da una realtà che invia input spesso negativi, addirittura angoscianti. Dalle piccole meschinità di persone infelici, alle più gravi realtà di un mondo tanto meraviglioso quanto spaventoso. Procedere a piccoli passi filtrando quello che,  ho capito, mi fa stare bene è diventato il mio personale approccio positivo al futuro. Sono ottimista e adoro essere parte, seppur con brevi incursioni, della vita di persone generose.

Il tuo tempo è limitato, quindi non sprecarlo vivendo la vita di qualcun altro. Non essere intrappolato dai dogma, che è il vivere dei risultati dei pensieri degli altri. Non lasciare che i rumori delle opinioni altrui soffochino la tua voce interiore. E più importante di tutto, abbi sempre il coraggio di seguire il tuo cuore e le tue intuizioni. Loro in qualche modo sanno cosa vuoi veramente diventare. Tutto il resto è secondario.
Steve Jobs

Grazie Cristina!