TERRA DI RESISTENZA, TRADIZIONI STORICHE E BANDITI: ORGOSOLO E I MURALES

Mi rivolgo a te, viaggiatore curioso, che sicuramente apprezzi la Sardegna e le sue coste, il mare dalle sfumature di verde e azzurro, l’ottima cucina della tradizione e il fascino della storia, anche se non hai ancora avuto il piacere di andarci. Se desideri raggiungere quest’isola ventosa, dove il tempo sembra avere un ritmo magicamente suo, pensa di dedicare almeno qualche giorno all’entroterra che, scoprirai, corre su binari tutti suoi lungo i quali il profumo del mare è il dettaglio di una vita lontana. Orgosolo e i murales, che dal 1969 hanno iniziato a caratterizzarne l’aspetto, sono uno spaccato di vita e creatività, di denuncia e speranza, in una terra fino a poco tempo fa limitatamente nota alla cronaca per il fenomeno del banditismo.

ORGOSOLO E I MURALES: ORIGINI DELL’ATTIVITA’ MURALISTICA

Nel 1969 il gruppo anarchico milanese Dioniso realizza un primissimo esempio di pittura di argomento politico, ma si colloca nel successivo 1975 l’inizio vero e proprio del fenomeno muralistico di Orgosolo. Fu in quell’anno, trent’anni dopo la fine della dittatura nazi-fascista, che gli insegnanti e gli alunni della scuola locale ebbero un’idea decisamente originale, forse un po’ folle. Con l’aiuto di alcuni reduci, disponibili a raccontare ciò che avevano vissuto o ricordavano, decisero di realizzare dei manifesti illustrati dai ragazzi, corredati di piccoli testi o giusto qualche parola, da affiggere nelle aule della scuola e sui muri del paese. L’intento era quello di attrarre l’interesse delle persone su un argomento che, se studiato sui libri, sarebbe molto probabilmente rimasto ignorato da molti, da troppi. L’audacia fu premiata, ma si resero presto conto di avere un problema: la carta, il materiale utilizzato, si rovinava con estrema facilità! Fu, però, anche la svolta. Il professore di origini senesi Francesco Del Casino, residente ad Orgosolo da anni, si prestò a riprodurre la maggior parte dei contenuti dei manifesti sui muri di edifici pubblici e case private.

I MURI CHE PARLANO

I “muri che parlano” non è una mia definizione. Devo averla letta da qualche parte e non mi ha più abbandonata.

Estetizzanti, di denuncia, celebrativi o di testimonianza storica, sono tutti conseguenza di una necessità artistica e sociale. Hanno peculiarità nelle linee, nei colori e nelle forme di evidente ispirazione cubista che permettono di riconoscerli in un linguaggio semplice e immediato. Donne dai fianchi imponenti, volti squadrati, profili netti, figure solide e voluminose. Questi muri che parlano raccontano la piccola comunità barbaricina spostandosi con disinvoltura da atmosfere di vita quotidiana a grida di lotta politica e denuncia sociale.

Adesso sta a te, viaggiatore curioso, emozionarti e stupirti. Gioisci della bellezza che solo arte e sensibilità, incontrandosi, sanno regalare. Gioisci dei sorrisi e godi dell’accoglienza che riceverai. E ricorda, il mare è una creatura meravigliosa ma, su quest’isola antica, non è l’unica…

Orgosolo e i murales - Kikinu
Orgosolo e i murales – Kikinu
Orgosolo e i murales
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Orgosolo e i murales
 Orgosolo e i murales
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Orgosolo e i murales
Orgosolo e i murales
Orgosolo e i murales
Orgosolo e i murales
Orgosolo e i murales
Orgosolo e i murales
Orgosolo e i murales
Orgosolo e i murales
Orgosolo e i murales
Orgosolo e i murales
Orgosolo e i murales
Orgosolo e i murales
Orgosolo e i murales
Orgosolo e i murales
Orgosolo e i murales
Orgosolo e i murales
Orgosolo e i murales
Orgosolo e i murales
Murales di Orgosolo
Murales di Orgosolo
Orgosolo e i murales
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Orgosolo e i murales
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Orgosolo e i murales
Orgosolo e i murales
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