COME ARRIVARE NEL SINIS?

Cabras e la zona del Sinis non sono difficili da raggiungere.
Partendo da Alghero/Sassari, oppure da Olbia, si procede verso sud, lungo una delle due arterie a 4 corsie, per riunirsi in una sola ad Abbasanta (continua a leggere!) e procedere verso Oristano e Cagliari.
Uscita ‘Oristano Nord’ e, dopo aver operato una deviazione a Siamaggiore e Massama, causa un cantiere ormai pluriennale e dagli incerti fini e fine, si raggiunge una diramazione alle porte di Oristano nei pressi della basilica della Madonna del Rimedio.

In pochissimi km si ha a disposizione la spiaggia cittadina di Torre Grande, sotto lo sguardo vigile dell’immancabile torre spagnola.
Ben attrezzata ma preferibile per il jogging salutista del mattino, per la frequentata, lunga e gradevole passeggiata e per le diverse occasioni di musica giovane con gli immancabili Fedez, J Ax, Modà e quanti altri incontrino il favore del momento.

Lungomare di Torre Grande
Lungomare di Torre Grande

Quanto a noi, un km e mezzo da Torre Grande e fissiamo lì, a Cabras, la nostra base.

PANORAMA ENOGASTRONOMICO LOCALE

Cosa segnalare?
A dire il vero tanto per un centro periferico e, sicuramente a torto, non sempre sufficientemente recensito.
Basti dire che siamo nel regno della celebrata bottarga di muggine e della vernaccia.
Passare per i numerosi ristoranti e trattorie è d’obbligo e mangiare pesce fresco quasi una religione!

Bottarga - Immagine di www.mondodelgusto.it
Bottarga – Immagine di www.mondodelgusto.it

Anche qui scopriamo graditi cambiamenti…
Abbandonate ricette forse troppo ostiche per chi non vi incontri il sapore di una tradizione conosciuta, abbiamo trovato l’offerta di pesce curata nella freschezza e negli ingredienti di cottura.
Ricette antiche e tradizionali proposte con raffinata delicatezza. “Sa merca” ne è un esempio, nonostante la sua ancestrale origine: muggine bollito, conservato per alcuni giorni nel sale ed infine avvolto in erbe palustri.

Sa merca - Immagine di www.ristorazionetipica.it
Sa merca – Immagine di www.ristorazionetipica.it

Il muggine (cefalo) è re indiscusso dello stagno e della storia di questo luogo, da lui si ricava la bottarga, ovvero le uova salate, compresse ed essiccate secondo la procedura tradizionale, autentica leccornia della regione sarda.
I malloreddus (gnocchetti) oppure i culurzones (ravioli) conditi con ragù che variano orgogliosamente da un paese all’altro. Mia suocera era solita utilizzare carne magra di maiale tagliata a cubetti e salsiccia, completando il tutto con una spolverata di pecorino grattugiato.
E ancora sontuose grigliate o tegami delle più belle e gustose risorse del mare.

Sentitevi liberi di evitare guide o siti gastronomici, affidatevi solo alla curiosità e lasciatevi ispirare.
Non abbiate timore di farvi accompagnare dai robusti vini rossi o dai vivaci bianchi.
Terminate con vernaccia e un’artistica varietà di dolcetti di pasta di mandorle oppure consolatevi con un secco e ghiacciato filu ‘e ferru (acquavite) o un saporoso, ma sempre ghiacciato, mirto.

Immagine di www.winetaste,it
Immagine di www.winetaste.it

Fate tutto in compagnia o in coppia, il tempo si ferma nella gioia degli incontri in attesa di tornare a prendere il sole a San Giovanni oppure a Maimoni o Mariermi, Is Aruttas o alle tante spiagge dell’area marina protetta di Oristano. Fermatevi la sera, prima o dopo cena, sistematevi sulla sabbia o sulle vostre poltroncine pieghevoli e godetevi, seduti in prima fila, il commovente spettacolo del sole che bacia il mare.

La costa del Sinis
La costa del Sinis
La costa del Sinis
La costa del Sinis
La costa del Sinis
La costa del Sinis
Maria
Maria
La costa del Sinis
La costa del Sinis

COSTA ORISTANESE: AREA MARINA PROTETTA…e non solo!

Non manca proprio nulla per stimolare l’interesse del più esigente turista.
Il Sinis è una regione particolare che si sviluppa tra gli stagni salati di Cabras, di Santa Giusta, di Sale Porcus, di Mistras. Sono mete ambite da stormi di eleganti e numerosissimi fenicotteri rosa ma anche terreno di escursioni in kayak lungo i percorsi di pesca e allevamento del muggine, fino all’imbocco a mare.

Sull’istmo di Capo San Marco si visitano la torre di guardia spagnola e l’antico tessuto urbano della città punico-romana di Tharros riorganizzata in una sapiente visita curata da guide appassionate e competenti .

Il piccolo ma prezioso museo di Cabras raccoglie numerosi reperti dalla preistoria al periodo nuragico e romano e, di recente scoperta, le gigantesche misteriose statue di Monte Prama.
Andando di spiaggia in spiaggia, di giorno in giorno, un’escursione all‘isola di Mal di Ventre, inserita nella area di tutela marina, ve la consigliamo sentitamente.

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NOTA PERSONALE

Una segnalazione a parte merita, e sento di doverlo fare anche se non ne ha certamente bisogno, il Ristorante Le Dune di San Giovanni di Sinis.

Lasciamo la spiaggia di San Giovanni, ovviamente a piedi e magari abbandonando temporaneamente sul posto sdraio e ombrelloni, ci si avvia in pochi minuti all’inizio dello stradello che porta agli scavi di Tharros, come pure alla torre spagnola di Capo San Marco.
Subito, sulla destra, quasi completamente sommersa da folti cespugli di Oleandro e lentischio, la struttura interamente in legno ci accoglie essenziale ed estremamente gradevole.
Abbiamo pranzato all’ombra del gazebo tra le basse dune di sabbia e una dolce brezza che portava con sé il profumo del mare.

Spiaggia di Maimoni
Spiaggia di Maimoni

La gestione fa sempre capo alla famiglia Murgia (sì, la stessa della famosa scrittrice Michela, autrice del premio Campiello “Accabadora” protagonista, assieme ad altri scrittori conterranei, di serate letterarie tra il mare e le specialità del ristorante).
E’ stata la madre a gestire l’attività ottenendo anche la recensione della rivista Airone alcuni anni fa,
oggi le fanno onore i figli, cresciuti nelle esperienze e nella conoscenza, competenti eredi di questo felice angolo di mondo.

Abbiamo ritrovato sicure conferme, efficiente cortesia e piatti che, da sardi amanti dei dettagli, gustiamo con curiosità ed attenzione alle sfumature dei ricordi.
La fregola in bianco, che io e mia moglie troviamo favolosamente delicata, una variante rispetto alla classica ricetta ricca di frutti di mare e con l’intervento del pomodoro. Detta localmente anche “fregola per la puerpera”, è l’incontro di quest’ultima con le sole arselle in un sughetto che da solo basta ad appagare i nostri palati.
E via con il resto del vario, ma giustamente moderato, menù di mare con qualche digressione di carne.

La "fregola per la puerpera"
La “fregola per la puerpera”

Quanto ai vini (a cui prestiamo sempre più attenzione grazie alle indicazioni del nostro genero sommelier, leggi QUI!) abbiamo molto gradito alcune novità nell’offerta di piccole cantine: Lilliu e Su Entu.
Delizioso il Vermentino ad accompagnare la più classica delle zuppe di cozze, qui sempre di dimensioni e colori generosi.

Sorprendente e curiosamente inusuale, almeno per noi, il Cannonau vinificato in bianco, armonioso ed elegante, abbinato ad una portata di rana pescatrice.

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COME DARCI APPUNTAMENTO NEL SINIS?

Riportando le parole di Ester, nostra figlia, a cui abbiamo trasmesso l’amore genetico per le atmosfere dove la sua storia è iniziata.

Questa è la Sardegna delle mie origini, di ricordi indelebili in una terra dal carattere forte, come i colori e i gusti che la definiscono.
Chiunque viaggi per amore della scoperta saprà apprezzarne la natura, la storia, le tradizioni, comprendendone l’intensità che quest’isola, modellata dai venti, preserva e condivide con orgoglio“.

 

George