EAST VILLAGE : terzo quartiere, non in ordine d’importanza (nemmeno di bellezza!)

E qui, nell’East Village, il mio cuore, che ha vissuto l’emozione di un moderno dinamismo intelligente e contagioso mentre mi godevo il sushi al sole della High Line, ha vissuto la sensazione di calpestare le scene di una rappresentazione teatrale fantasiosa e ben concepita tra mercantili e grattacieli nel South Seaport, qui, in questo quartiere scassato, comincia a battere forte.

NYC: East Village
NYC: East Village
NYC: East Village

In un attimo mi ritrovo immersa in quell’atmosfera che durante l’adolescenza leggevo, ascoltavo, guardavo, rincorrevo. Cammino rapita e un po’ nostalgica perché l’intensità e il tormento di quegli anni si sono evoluti in una forma mentale che ne è, sì, degna ma (per fortuna?) mitigata dalla maturità.

NYC: East Village
NYC: East Village

Qui il concetto di bellezza ha sfumature e contorni che, solo se ne conosci la storia, il perché, arriva dritto e forte, come un cazzotto nello stomaco, qui, nell’East Village, vive l’essenza di NewYork, quella che nell’immaginario di chiunque la rende “maledettamente figa”. Qui abita la sostanza, non solo la tendenza.

NYC: East Village
NYC: East Village
NYC: East Village People
NYC: East Village people

Artisti underground, beatniks, hippies e punk

Tra il 1800 e il 1900 l’area fu abitata da immigrati olandesi, irlandesi, tedeschi, ebrei, ucraini, polacchi.
Negli anni 50, dopo la seconda guerra mondiale, molti intellettuali, artisti e scrittori underground con pochi dollari in tasca scelsero questo quartiere di immigrati e dagli affitti molto bassi. Il fermento culturale che ne derivò e sul quale si è solidificata l’identità intellettualmente trasgressiva di questa area passa, è inevitabile, dai moltissimi beatniks nei primi anni 60, dagli hippies negli anni 70 fino al fenomeno punk americano.

Dal 2003 tra la East Second Street e la Bowery si ricorda il cantante dei Ramones, morto di tumore e considerato il padre fondatore di questo genere musicale (wikipedia.org/Ramones). Qui un piccolo omaggio a Mr Punk Rock: It’s alive The Rainbow, London, England, 1977.


La Beat Generation, quella di “On the road” di Jack Keruac o di James Dean in “Gioventù bruciata” al cinema, è la versione americana della contestazione giovanile che rifiuta l’immobilismo di una società borghese bigotta, stagnante.
L’uso di droghe, la libertà sessuale, l’anticonvenzionalità nei comportamenti e nell’aspetto, la ricerca di una libertà mentale, l’evoluzione della musica (il jazz, il rock), un vita vagabonda, sregolata e sfrenata: tutto questo ha prodotto il clima alternativo, ma anche violento e degradato, in continuo fermento di cui ancora oggi, malgrado l’imborghesimento degli ultimi 20 anni, persistono interessanti testimonianze.

Oltre all’infinita varietà di cibi, alle lunghe notti grintose fino all’alba, nell’East Village “…troverete di tutto, a tutte le ore, anche artisti e perditempo con cui scambiare due chiacchiere alle 4 del mattino…“. (cit.)

Sono molti i nomi leggendari, alcuni: Jim Morrison, Andy Warhol, Led Zeppelin, Patty Smith, Lou Reed.
Qui, dove una bicicletta abbandonata ad un palo cattura l’obiettivo, dove personaggi diversissimi sono la normalità più esplicita, sempre qui, dove il vintage è diffuso, dove le persone fumano sigarette per strada ( a New York è rarissimo!), qui dove prevale un ritmo rilassato ma non sempre rilassante, dove gli ingressi fatiscenti diventano magnetici, dove i cassonetti della spazzatura non disturbano.

NYC: East Village
NYC: East Village
NYC: East Village
NYC: East Village
NYC: East Village
NYC: East Village
NYC: East Village
NYC: East Village

Passeggiando fra queste strade sembra quasi per assurdo di essere altrove, la grandiosità e il caos di Time Square, la natura ordinata di Central Park, la moda di Soho, Chelsea e Nolita stridono con la storia graffiante che racconta l’East Village. Eppure sta proprio qui il senso della città che abbraccia tante realtà apparentemente simili ma intimamente distinte: l’apertura verso la vita e le sue novità è terreno fertile per i cambiamenti. Qui le idee trovano non solo una voce ma un interlocutore.

Sebbene il vento della ribellione sia un po’ calato, fra tatuatori e venditori di dischi usati…si respira tuttora una piacevole atmosfera alternativa“.

(“New York Itinerari d’autore“, vedi Esterofili Lower East Side, Manhattan, NY).