L’INCONTRO CON LUCA FRAMARIN A TENUTA GRANDI NATALINA

#gaspard81, furgone westfalia del 1981, nostro amico di viaggio, arancione e un po’ borbottante, curiosa instancabile tra le verdi colline di Gambellara. Al confine tra Vicenza e Verona, il Gambellara Doc rappresenta una delle più importanti aree vitivinicole della regione Veneto. Questa zona fa parte dei Volcanic Wines, l’associazione delle etichette Doc prodotte in zone con terreni di origine vulcanica particolarmente favorevoli alla coltivazione della vite. La tipicità dei terreni conferisce personalità alle uve e regala caratteristiche di longevità, acidità e spiccata mineralità. Ecco l’incontro con Luca Framarin a Tenuta Grandi Natalina, una bella storia da raccontare.

Luca ci aspetta all’entrata dell’azienda, ha un sorriso simpatico. L’atmosfera è familiare, cordiale ed amichevole. La visita si preannuncia poco formale e noi ci sentiamo da subito ospiti graditi, insomma, ESTERofili è nel posto giusto!

Dopo il piacevole rituale di curiosità a cui Gaspard ci ha abituato, iniziamo esplorando il processo produttivo: zona di vinificazione con i serbatoi in acciaio inox, quella di spumantizzazione, dove nascono le bollicine, l’imbottigliamento e, per finire, la cantina con barrique di rovere francese, tonneau e botti grandi per l’affinamento. Tutta la produzione viene eseguita all’interno della Tenuta per avere un controllo diretto sul prodotto e poterne garantirne la qualità. Dal 2016 l’azienda è a condotta biologica con l’obiettivo di ottenere la certificazione. Rispettare la natura e curare le fasi, al netto dell’utilizzo di materie e metodi che possano compromettere l’autenticità delle uve, in modo che il contenuto di ogni bottiglia rispecchi in toto la territorialità e racconti la tradizione.

Con Luca Framarin a Tenuta Grandi Natalina
Con Luca Framarin a Tenuta Grandi Natalina
Con Luca Framarin a Tenuta Grandi Natalina
Con Luca Framarin a Tenuta Grandi Natalina

L’INCONTRO CON LUCA FRAMARIN A TENUTA GRANDI NATALINA: intervista

-Il vino molto spesso è sinonimo di famiglia, generazioni che si susseguono alla guida delle aziende tramandando sapori e segreti. Qual’è la vostra storia?

La nostra storia passa attraverso cinque generazioni, oggi rappresentata da mio padre, Giovanni Framarin, e da noi figli, Luca, Lisa e Valentina. Il nonno di mio nonno accoglieva clienti ed amici in azienda chiacchierando e pasteggiando con loro. Un rapporto con terzi che abbiamo perso completamente. Vicini al cliente dal punto di vista commerciale, ma lontani da un punto di vista umano ed emotivo. Avere il tempo di parlare seduti ad un tavolo, bere il nostro vino, comunicare la storia e la passione delle persone che lavorano qua, oggi è molto difficile.

Nel 1991 mia madre, Natalina Grandi, decise di trasformare la proprietà in vera e propria azienda vinicola, la produzione iniziò ad aumentare e la qualità del prodotto venne esportata fuori dai confini abituali. Da nemmeno un ettaro di terra di mio nonno siamo passati agli attuali 10 ettari. Nel 2016 l’azienda è diventata Tenuta e da allora l’asticella è ogni giorno un po’ più alta. L’obiettivo oggi è quello di ottenere una certificazione biologica, conseguenza del nostro metodo lavorativo, aumentando la qualità del prodotto e rendendolo trasparente. Far rivivere tutto nel bicchiere: storia, territorio, lavoro e passione.

-Generazioni a confronto. Come si rendono comuni obiettivi diversi?

Non sempre risulta facile condividere idee e obiettivi. Il mondo del vino e la richiesta del consumatore finale sono cambiati radicalmente. Per fortuna mio padre non limita noi figli nell’intraprendenza e in una visione più moderna dell’attività ma, al tempo stesso, è legato a tradizioni e vecchie abitudini difficili da modificare. E’ un incontro/scontro tra generazioni dove ognuno può imparare dall’altro, a patto che ci sia disponibilità a mettersi in discussione. La tradizione a braccetto con la tecnologia, uno sguardo alla saggezza del passato per migliorare il futuro.

Faccio un esempio pratico. Un tempo, e un po’ ancora oggi, la maggior parte dei nostri clienti chiedeva vino sfuso,  e noi avevamo il dovere di accontentarli. Oggi il consumatore finale è attento e mediamente più competente in materia, cerca un prodotto di qualità, che sappia distinguersi. A questo proposito ultimamente stiamo investendo anche sull’estetica del marchio con una nuova etichetta, riconoscibile, dalle linee essenziali. Siamo passati da raffigurazioni di frati, che ricordano il nostro cognome Framarin, ad un’etichetta a forma di esagono che omaggia il basalto, patrimonio geologico unico di Gambellara.

Con Luca Framarin a Tenuta Grandi Natalina
Con Luca Framarin a Tenuta Grandi Natalina

-Luca Framarin, il più giovane presidente eletto da una Strada dei Vini d’Italia, in questo caso, quella di Gambellara. 

Sono cresciuto in azienda, ho imparato da chi mi ha preceduto e possiamo dirlo, ho bruciato le tappe! A soli 18 anni e mezzo sono stato eletto Presidente della Strada del Vino di Gambellara, il più giovane tra i presidenti in Italia. Una sorpresa, lo ammetto, ma sentivo di avere acquisito i mezzi per far onore a questa carica. Non è stato facile presenziare e discutere con persone che avevano anche il doppio della mia età. Un’esperienza durata 4 anni dalla quale ho saputo trarre vantaggio e crescere professionalmente. Mi sono allenato ad ascoltare, a valutare le questioni secondo punti vista inizialmente inconciliabili per proporre soluzioni o prendere decisioni soddisfacenti, utili.

Forse agli occhi di qualcuno la mia giovane età ha sollevato dubbi sulle mie competenze, quindi riuscire ad essere un bravo presidente è stata una grande soddisfazione personale!

Con Luca Framarin a Tenuta Grandi Natalina
Con Luca Framarin a Tenuta Grandi Natalina

-Parliamo di tradizione. Recioto Vivace Metodo Classico, un segreto di famiglia. Puoi svelarci qualche particolare?

Il nostro fiore all’occhiello, il nostro segreto 😉

Lo produciamo solo noi di Tenuta Grandi Natalina. L’uva garganega in purezza viene selezionata dalle colline di Gambellara, dalla zona originaria di produzione, e lavorata secondo un metodo antico solo nelle annate migliori. Le uve vengono fatte appassire per 150 giorni, fermentare e affinare in barrique per 5 mesi, è l’unico vino che fa la presa di spuma direttamente in bottiglia per 48 mesi. La difficoltà non sta tanto nella rifermentazione in bottiglia ma nella pressione che, per disciplinare, da quando nel 2008 è stata introdotta da Docg nel recioto, deve rimanere sotto una atmosfera (1 bar). Un prodotto difficile da replicare per caratteristiche organolettiche del territorio e complessità di lavorazione.

E’ il risultato di un’esperienza vissuta in prima persona, non è una ricetta. Come lo chef ha il suo ingrediente segreto anche il cantiniere ha la formula magica da conservare gelosamente! Solo 1000 bottiglie in produzione di pura passione e di autentica rarità.

-Prima di salutarci un brindisi ai vostri vini! Ce li presenti?

Le nostre uve sono lavorate in purezza. La Garganega per il Gambellara Doc, la Glera per il Prosecco Doc, il Cabernet Franc per il rosso.

La purezza dell’uva rende difficile la produzione ma di alta qualità il risultato! Lo spumante Metodo Martinotti Durello Lessini Doc rappresenta per la nostra tenuta, ma in generale per questo territorio, una novità sulla quale puntare forte nel futuro. Un’uva in purezza, la durella, che pare creata in laboratorio per dare ottime basi-spumante, nata per esaltare le componenti dure del vino come l’acidità, appunto, caratteristica essenziale per una buona bollicina. Il vin santo, e su questo a voi toscani non devo insegnare niente 🙂 e, infine lui: il Recioto Vivace Metodo Classico, shhhhhhhh…. un segreto di famiglia!

Con Luca Framarin a Tenuta Grandi Natalina
Con Luca Framarin a Tenuta Grandi Natalina

L’INCONTRO CON LUCA FRAMARIN A TENUTA GRANDI NATALINA, a presto!

Diciamolo pure, non ce ne vogliano tutte le aziende che ci hanno già ospitato, ma al cuore non si comanda! L’atmosfera informale di una piccola azienda entusiasta di farsi conoscere e di raccontarsi, con la complicità di una rappresentanza giovane, che crede in se stessa ma non se la crede, sono stati la condizione ideale per vivere un bell’incontro oltre la degustazione. Un po’ come varcare la soglia di una casa che si riconosce in coloro che la abitano  ed è un piccolo mondo autonomo dove la storia di chi non c’è più ha reso possibile quella presente.

Framarin di ieri, oggi e domani è stato un piacere che le nostre strade si siano incrociate.