SONO ARRIVATO…ultima tappa

Per la seconda volta ho portato a termine il mio cammino. Per la seconda volta mi ritrovo ad ammirare l’immensità della cattedrale di Santiago travolto dall’intensità delle emozioni che, adesso un po’ meno sorprendentemente, colorano l’appagamento dell’ultima tappa…sono arrivato.

Camminando verso l'ultima tappa
Camminando verso l’ultima tappa
Arrivando a Melide...
Arrivando a Melide…
Camminando verso l'ultima tappa
Camminando verso l’ultima tappa
Camminando verso l'ultima tappa
Camminando verso l’ultima tappa
Camminando verso l'ultima tappa
Camminando verso l’ultima tappa
A titolo personale....!
A titolo personale….!
Pulperia gallega
Pulperia gallega
Pulperia gallega
Pulperia gallega
Ancora boschi...
Ancora boschi…
Antichi horreos
Antichi hórreos
Antichi orreos
Antichi horreos
Un ultimo cruceiro medievale
Un ultimo cruceiro medievale

Ancora pochi chilometri…a destra il monumento a San Giovanni Paolo II

cdsarrivo19

monumento a San Giovanni Paolo II
Monumento a San Giovanni Paolo II

ULTIMA TAPPA: Santiago de Compostela

Santiago de Compostela: ultima tappa
Santiago de Compostela: ultima tappa
Santiago de Compostela: ultima tappa
Santiago de Compostela: ultima tappa
Suonatori di gaita in costume gallego...con intruso!!!
Suonatori di gaita in costume gallego…con intruso!!!
Compostela
Compostela
Ultima tappa! Sono arrivato: meritato relax!
Ultima tappa! Sono arrivato: meritato relax!

E’ capitato tante volte, tornando in Sardegna per le vacanze, di vivere quella strana emozione che ti prende quando devi rivedere un amico dopo anni…

Rimani un poco prigioniero tra i ricordi e l’incerta attesa. Poi finalmente l’incontro…nella sua casa che conserva i tratti di una vita, come il suo viso del resto. Ma la vecchia cucina con la finestra ornata di vasi di basilico, è diventata una moderna e accogliente saletta. La cantina una calda taverna. Solo nel cortile rivedo la bicicletta scassata senza freni che ci prestavamo.
Il viso del mio amico, come il mio probabilmente, senza più i tratti dei nostri 15/16 anni, conserva quella stessa luce negli occhi quando mi abbraccia. Tutt’intorno figli che non conosco e altri amici che non condividiamo più.

Così, il mio secondo cammino verso Santiago de Compostela, peraltro lievemente tagliato per ragioni di tempo, conserva le stesse caratteristiche.
I tracciati sono in gran parte cambiati, ed è vero che 8 anni fa avevo incontrato molti cantieri per la costruzione delle strade che ora corrono nuovissime. Ho rincontrato molti luoghi noti, ho rivisto le vecchie chiese di alcuni villaggi.
Ma qualcosa mi è mancato della precedente avventura.
Forse quei lunghissimi tratti che in Galizia si inoltravano per giorni fra i boschi, forse quelle piccole piazze di pirite luccicante in improbabili luoghi da fiaba celtica.
Mi è mancato quell’alito antico che mi portava a immaginare le pietre delle chiese e delle case dialogare col vento, raccontando i pellegrini di passaggio.

Chissà, forse hanno contribuito i nugoli di giapponesi in tenuta da week end, senza zaino, e gli spagnoli in gita per l settimana santa, che sostavano in ogni “taberna” sorbendo caffè acquoso e collezionando “sellos” per riempire la loro vuota credenziale.

Il cammino, nella sua millenaria storia, ha subito molte e continue modifiche. Per il semplice maltempo o per fiumi impetuosi, o per guerre, contro arabi, per imposizione di potenti vescovi e arcigni principi.
É l’inevitabile conseguenza che la legge del tempo che passa impone a tutto e tutti.

Ho riconosciuto qualche tratto di cammino ormai abbandonato e conquistato dai rovi mentre io procedevo su vie lastricate o asfaltate. Ho costeggiato alcuni pueblos anziché incontrarli. Ho riconosciuto da lontano la sagoma di vecchie “ermitas”, le chiese isolate nei campi o nei boschi, ora chiuse a custodire l’ombra delle loro navate e dell’altare senza più un solo lume. Mi hanno fatto pensare a quei muli ormai vecchi e malati che si raccolgono silenziosi nel fondo di una stalla a capo chino.
Ma è dolce rivedere comunque un vecchio amico e la luce dei suoi occhi. Sentire nuovamente l’emozione salire e bloccarti le parole.

Ultima tappa, finalmente a Santiago de Compostela, passando la sommità della bassa collina chiamata Monte do Gozo, monte della gioia, perché finalmente i pellegrini vedono, e vedevano, le guglie dell’immensa cattedrale.
L’ingresso in città con i passi che risuonano lungo le vie lastricate di pietra tra i portici. Arrivi finalmente e ti abbandoni all’abbraccio della cattedrale che si protende nella vasta praza do Obradoiro.
La fatica fatta ora la senti tutta, quasi come un rendiconto. Ti tiri su ed entri per l’inchino al simulacro e la visita al sepolcro: ad limina sancti jacobi.

Santiago de Compostela: ultima tappa
Santiago de Compostela: ultima tappa

E QUI LA SENSAZIONE CHE IL TEMPO TUTTO SOVRASTA

 

“Io non sono più lì a camminare, ma i miei passi e le loro orme resteranno sempre impressi nel Cammino.
L’aereo scende velocemente sulla pista di Pisa e mi preparo a riabbracciare Maria, che è venuta a prendermi assieme a Gianfranco e Anna, sua moglie.
‘Todo se cumple’ era scritto su un palo, negli ultimi chilometri del cammino: tutto si compie! E tutto si è compiuto, lasciandomi il ricordo della mirabile esperienza che continuerò a rivivere nel pensiero e nei racconti con cui riprenderò a tediare Maria ed Ester e ad abusare della pazienza degli amici”.

(Da “Un milione di passi” di Giorgio Cadoni)