PAROLA DI #TheWineTeller: BILANCIO DI ESTEROFILI AL VINITALY 2018

Il mio Vinitaly, premesse solo in parte rispettate. Dopo aver buttato giù un elenco di cose da non fare e aver organizzato un mio specifico percorso gustativo, basato su nuove conoscenze enologiche, il Vinitaly riesce inesorabilmente a deviare e stravolgere gran parte dei piani. La quantità di persone presente rende difficile dedicare tutta l’attenzione desiderata alle aziende che incuriosiscono di più e, nel caso fortunato in cui si riesca, un vero scambio col produttore è cosa assai ambiziosa. La manifestazione va un po’ contro la natura di ESTERofili, conoscere la storia e vivere le atmosfere di luoghi/aziende e persone ma, in nome della curiosità più sincera, le atmosfere nascono proprio dagli incontri e gli incontri possono avvenire ovunque. Così, il bilancio di ESTERofili al Vinitaly 2018 si è concluso positivo e produttivo.

TOSCANA

Niente Sangiovese, come promesso! Solo vitigni internazionali fatti come si deve. La prima fermata è allo stand di Fontodi, azienda vinicola di Panzano nel comune di Greve in Chianti. Il mio obiettivo: la loro etichetta “Case Via” nella doppia versione Syrah e Pinot nero. Il primo, Colli della Toscana Igt 2014, affina 18 mesi in barrique, dal colore denso che non lascia traccia a trasparenze, è un vino polposo, setoso, al naso intenso dove emergono i profumi terziari di pepe e cacao. Ottima la persistenza gustativa. Eleganza da sviluppare ed affinare con gli anni.

E’ passato molto tempo dall’ultima volta in cui ho degustato questo vino e l’attesa non  ha deluso né le aspettative né il ricordo.

Contento e soddisfatto!

Bilancio di ESTERofili al Vinitaly 2018 - Padiglione Toscana - Fontodi
Bilancio di ESTERofili al Vinitaly 2018 – Padiglione Toscana – Fontodi

Dal pinot nero dovevo stare alla larga, com’ero intenzionato nelle premesse pre-fiera ma … non ho resistito. Colli della Toscana Centrale Igt 2014, sempre 18 mesi in barrique, un bouquet molto ampio ed elegante, un colore rubino compatto che si differenzia dagli standard del vitigno.

Un esempio di come si lavorano bene i vitigni internazionali nel Chianti Classico.

Seconda ed ultima tappa nella mia regione: Fattoria Collazzi. Di questa azienda non voglio anticipare molto perché  ne parleremo quanto prima, dopo la visita in cantina.  Appezzamenti di terreno con vista sul Duomo di Firenze, l’internazionale e suadente petit verdot nella sua etichetta “Ferro” Toscana Igt 2015 e l’imprevedibile, e quanto mai riuscito, bianco “Otto muri” Toscana Igt 2017, vitigno fiano in terra dei medici! Mi ripaga di non aver visitato il padiglione della Campania.

Sorprendenti!

Bilancio di ESTERofili al Vinitaly 2018 - Padiglione Toscana - Fattoria Collazzi
Bilancio di ESTERofili al Vinitaly 2018 – Padiglione Toscana – Fattoria Collazzi

ABRUZZO

Seguendo il suggerimento di Lucilla Castellano, inizio da Azienda Marramiero. Il primo assaggio è dedicato al loro Metodo classico Brut, blend di Chardonnay e Pinot nero. 36 mesi a contatto con i lieviti per donare un bouquet bello e complesso. A seguire il Trebbiano d’Abruzzo Doc “Anima“. Attenta selezione di uve per mettere in risalto le caratteristiche principali del vitigno.

Inizio promettente!

Manca all’appello il Montepulciano d’Abruzzo e non posso fare a meno di andare verso Emidio Pepe per la qualità e la storicità dell’azienda e per quella etichetta vintage che mi piace parecchio. Sul tavolo una verticale del vitigno dalle annate storiche ’67, ’70, ’77, ’83, fino ad oggi. Bella idea dare la possibilità di degustare e capire l’evoluzione del vino in bottiglia. Vitigno considerato in passato non predisposto all’invecchiamento ma di pronta beva. Emidio Pepe dimostra che con un duro ed intenso lavoro, con una fine conoscenza del terroir, l’affinamento non solo è stato possibile ma il risultato raggiunge l’eccellenza e rende, oggi, il Montepulciano d’Abruzzo re indiscusso dei vitigni abruzzesi.

Potrei eleggere Emidio Pepe il vino di ESTERofili: le atmosfere che parlano…

15 ettari in cui si coltivano solo vitigni autoctoni nel rispetto di tempi e bizze della natura. Agricoltura biologica e biodinamica dove la diraspatura avviene a mano e la pigiatura con i piedi. Le bottiglie sono decantate a mano per eliminare il deposito sul fondo, qui è il vino che decide di cosa privarsi. L’affinamento avviene esclusivamente in bottiglia e poi quella etichetta, tradizionale e vintage.

Esempio da seguire!

Bilancio di ESTERofili al Vinitaly 2018 - Padiglione Abruzzo
Bilancio di ESTERofili al Vinitaly 2018 – Padiglione Abruzzo
Bilancio di ESTERofili al Vinitaly 2018 - Padiglione Abruzzo- Azienda Marramiero
Bilancio di ESTERofili al Vinitaly 2018 – Padiglione Abruzzo- Azienda Marramiero

SARDEGNA

Un saluto all’amica Marianna di Vini Mura e dedico il mio tempo nel padiglione sardo per conoscere alcune realtà alle quali faremo visita nel prossimo viaggio di fine estate. Nessuna anticipazione al riguardo, seguiteci! Tra un assaggio di cannonau, bovale sardo, cagnulari e, ovviamente, vermentino si preannunciano due settimane all’insegna del buon bere!

Bilancio di ESTERofili al Vinitaly 2018 - Padiglione Sardegna - #TheWineTeller all'opera!
Bilancio di ESTERofili al Vinitaly 2018 – Padiglione Sardegna – #TheWineTeller all’opera!
Bilancio di ESTERofili al Vinitaly 2018 - Padiglione Sardegna
Bilancio di ESTERofili al Vinitaly 2018 – Padiglione Sardegna

SICILIA

Regione che, attualmente, ispira gran parte delle mie spese in vini! Una passione sbocciata per il vitigno autoctono rosso Nerello Mascalese e l’adottato Syrah che, parere personale, in questa regione viene particolarmente bene. Da considerare anche la grande varietà di autoctoni bianchi, dal Cataratto al Grillo, dallo Zibibbo al Carricante, per finire con l’Inzolia. Prossima fermata l’azienda Cottanera per degustare il blend di Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio “Barbazzale” e il Nerello Mascalese in purezza Etna Rosso Doc “Contrada Diciassettesalme“.

Terra esplosiva quella dell’Etna, tanto difficile da gestire quanto generosa. Vigneti che nascono da terreni di pietra  lavica, a 700 metri sul livello del mare, lungo le pendici settentrionali del vulcano. Vini che fanno eco ad una porzione unica di mondo con condizioni pedo-climatiche che garantiscono peculiarità non riproponibili altrove. Durante le eruzioni vulcaniche, la lava, scendendo a valle, crea e delinea dei confini naturali detti contrade: piccoli appezzamenti, quasi dei cru, molti dei quali terrazzati e circondati dai tradizionali muretti a secco di pietra lavica.

Sono in parte riuscito a stare lontano dal Pinot Nero, come avevo anticipato nel post precedente, anche se mi ci sono avvicinato molto con il siciliano Nerello Mascalese. Spesso i due vitigni vengono messi a confronto ed equiparati. Ci sta. Colore rosso rubino trasparente, profumi di piccoli frutti rossi, eleganti all’olfatto e al gusto, con alto potenziale di invecchiamento.

I miei vitigni preferiti!

INTERNAZIONALI

Essere ESTERofili significa voler guardare oltre, avvicinarsi, toccare con mano (in questo caso degustare!) ciò che non si conosce. Dal Malbec argentino, passando per il Sauvignon del Sud Africa, dallo Shiraz australiano fino al Giappone con il suo Sakè. Un assaggio sempre gradito di Porto in onore del bellissimo viaggio in Portogallo e delle cantine di Vila Nova de Gaia per concludere, purtroppo, un po’ deluso. Arrivato allo stand ungherese, la bottiglia di Tokaj e il suo splendido colore ambrato aspettano solo me. Mi dicono di tornare dopo 10 minuti perché le bottiglie sono finite (poi dando una sbirciatina nel secchio del ghiaccio, in un angolo, vedo che ce ne sono ancora). Aspetto speranzoso di assaggiare per la prima volta quella delizia ma non arriva nessuno, si è fatto tardi. Passo oltre, altro giro altro padiglione. Franciacorta e Oltrepo’ Pavese.

Peccato!

FRANCIACORTA  E OLTREPO PAVESE

La visita è veloce e ricca di assaggi. Mi destreggio tra brut, saten, rosé delle aziende Barone Pizzini, Le Marchesine e Mosnel. Per ultimo un bicchiere che avevo già bevuto (si lo so, mi sono lasciato tentare, ancora!) ma lo volevo ritrovare, tanto era stato piacevole. Azienda Cornaleto, solo prodotti millesimati, diversi di anno in anno, nella versione Dosaggio Zero 2010. Un bel colore giallo dorato brillante, sentori tropicali, pasticceria e spezie.

Il mio preferito!

E’ tardi. Passo spedito verso l’Oltrepò Pavese in cerca di Castello di Stefanago per un saluto a Giacomo Baruffaldi incontrato in una serata di ottobre nella mia città per una degustazione dei prodotti della sua azienda. Non lo trovo, cerco sulla App del Vinitaly ed eccoli lì! Padiglione ViViT. Forse è la zona che preferisco, è come essere al mercato, nel senso più entusiasmante del termine. Si riduce la distanza con il produttore, il contatto è immediato e la condivisione è l’anima della comunicazione. Si degustano chicche spesso difficili da reperire. Saluto Giacomo, ultimo assaggio, un bicchiere di Croatina, vitigno autoctono della zona con elevato contenuto tannico. Solo per caratteri forti 😉

“Se ti piace è così, sennò fattene una ragione!” G.B.

BILANCIO DI ESTEROFILI AL VINITALY 2018: ETICHETTE

Prima di salutarti e darti appuntamento ai nostri prossimi racconti di eccellenze vitivinicole e di territorio italiano, la mia nota colorata con la classifica delle etichette che mi hanno colpito di più. Lo ammetto, sono un etichetta lover!

1.Emidio Pepe “Montepulciano d’Abruzzo“: personalità e tradizione.

Bilancio di ESTERofili al Vinitaly 2018 - Abruzzo- Italia
Bilancio di ESTERofili al Vinitaly 2018 – Abruzzo- Italia

2.Ex equo, Castello di Stefanago “Mi stai sulle Bucce” e Bent Creek Winery “Sir Lunch-a-lot” (Australia): premio simpatia!

Bilancio di ESTERofili al Vinitaly 2018 - Oltrepo Pavese - Italia -Vino non in commercio, l'etichetta è stata disegnata dalla figlia del produttore.
Bilancio di ESTERofili al Vinitaly 2018 – Oltrepo Pavese – Italia -Vino non in commercio, l’etichetta è stata disegnata dalla figlia del produttore.
Bilancio di ESTERofili al Vinitaly 2018 - Australia
Bilancio di ESTERofili al Vinitaly 2018 – Australia

3.Tenute Piccini “Scalunera“: elegante atmosfera.

Bilancio di ESTERofili al Vinitaly 2018 - Sicilia - Italia
Bilancio di ESTERofili al Vinitaly 2018 – Sicilia – Italia

Alla salute!