CHI è ERMANNO? – ROBERTO ZAMBON E FAMIGLIA IN VIAGGIO CON ERMANNO, L’INTERVISTA

A proposito di Ermanno…
A vent’anni appena compiuti partivo all’estero, mi aspettava un nuovo inizio in una cittadina sulla costa atlantica francese alla foce della Gironda, e non immaginavo che avrei  avuto la fortuna di legare con persone che ancora oggi continuo a sentire e vedere di tanto in tanto. Vivevano vicino alla spiaggia, uno solo in un bungalow baciato dalle onde, era l’anima più solitaria, forse l’unico vero artista della compagnia. Tutti muniti di van o vetture trasformate al punto da poterci dormire ed incastrare una cucinetta e poi le tavole da surf, sdraiate sul tettino, come ancora ad uno stile di vita che li avrebbe accompagnati nel tempo adattandosi ai ritmi dell’età adulta. Una gioventù creativa e concreta, gioiosa e concentrata su obiettivi più o meno ambiziosi.  Era un’estate di fine millennio, anche se a me sembra ieri, e feci una promessa a me stessa: pur vivendo in una città che non ha niente delle suggestioni oceaniche, un giorno anche io avrei avuto a portata di mano quel mondo di libertà, interiore e organizzativa, che avevo scoperto accordarsi perfettamente a me. Così, a distanza di una ventina di anni, di ritorno proprio da quelle spiagge e dopo aver trascorso qualche giorno ospite di uno di quegli (ex)ragazzi, incontro per caso Ermanno e, si sa, quando scatta la scintilla la ragione può poco. L’appuntamento con il mio sogno era arrivato. Contagiata dalla positività di Roberto Zambon e famiglia in viaggio con Ermanno, due mesi dopo, Francesco ed io lasciavamo Pavia per tornare a Prato a bordo di Gaspard 81, il nostro Westfalia T3, classe 1981.

1) Roberto, chi è e com’è la “famiglia Ermanno”?

Domanda vasta quanto l’universo! Possiamo dire chi siamo ora, ma per fortuna la vita come la intendiamo noi ci porta a cambiare e rivederci di continuo, per cui sono certo che la risposta… lascia il tempo che trova, come si dice. Oggi, 2017, siamo una famiglia considerata da molti “alternativa” per motivi abbastanza futili, primo fra tutti non avere una macchina ma girare solo con Ermanno, fiat 238 del 1980. A questo si aggiungono le nostre professioni, io copywriter e blogger, Maddalena co-fondatrice e responsabile del progetto Asilo nel bosco di Pianoro. Poi c’è Sebastiano, nostro figlio, cresciuto senza passeggino, senza pappette e con uso limitato dei pannolini… Una lunga lista di scelte e lotte quotidiane che agli occhi di amici e parenti ci fa sembrare “fuori dal mondo”.

Roberto Zambon e famiglia in viaggio con Ermanno - Canada
Roberto Zambon e famiglia in viaggio con Ermanno – Canada

2) Qual’è il ruolo di Ermanno nella vostra vita?

Fondamentale. La capienza, le dimensioni, gli accessori, la possibilità di dormirci dentro e cucinare quando e come ci pare sono tutti elementi che condizionano non solo i viaggi, ma anche la quotidianità. Penso solo alle volte in cui dobbiamo portare oggetti ingombranti da un posto all’altro, o quando capita di fare un’uscita per un week-end e magari fermarsi la notte invece di prenotare un B&B… Ermanno per noi è sinonimo di libertà perché porta a non dover prendere decisioni con largo anticipo, come siamo abituati a fare in questa società. Se ti piace un posto e vuoi fermarti, parcheggi e il gioco è fatto! In spagnolo fra l’altro Ermanno si potrebbe tradurre con la parola Hermano, “fratello”, il che la dice lunga…

Roberto Zambon e famiglia in viaggio con Ermanno
Roberto Zambon e famiglia in viaggio con Ermanno

3) Quando ho venduto la mia macchina per acquistare Gaspard da molti è stato considerato uno sfizio, quasi un azzardo che mi sono potuta permettere perché non ho figli…voi che avete un bambino, Sebastiano, ed un fiat 238 di quasi 40 anni come unico mezzo siete strani? 😉

Hai voglia. Qui in paese non so come ci vedono e non mi interessa neanche troppo, ma di certo siamo considerati “figli dei fiori”, o altre cose ritenute chissà perché negative. In realtà siamo entrambi persone responsabili, che pagano le tasse, l’affitto, le bollette, che portano avanti le loro battaglie e anzi, cercano di cambiare le cose, senza affidarsi alla politica e criticare i potenti di turno. Ermanno ci ha insegnato molto sulla pazienza, sull’onestà, sulle cose davvero importanti della vita. Chi ha una macchina “normale”, spesso, si dimentica di quanto sia fortunato e dei mille grazie che dovrebbe dire ogni giorno al mondo. Penso che un minivan, e la vita on the road in generale, tengano ben ancorati al presente e diano una visione più realistica di quello che è il nostro posto nel mondo.

4) Vanlife significa vivere nel o con il proprio furgone? Hai qualche aneddoto da raccontare?

Secondo me vanlife non vuol dire un accidente. C’è addirittura chi usa l’hastag #purevanlife per distinguersi dai finti vanlifers, io queste piccolezze non le capisco: uno può essere vanlife dentro, forse addirittura senza nemmeno avere un van, perché ad esempio è una persona che con la sua Panda ha viaggiato mezzo mondo. Un altro magari è stato vanlifer per molti anni e poi si è comprato una casa, ma ha continuato a ragionare con quella testa. Questo fa di lui un traditore? Ma… io non lo so se sono un vanlifer, so che dopo aver portato Ermanno in Canada qualcosa è cambiato e voglio continuare a volare alto e sognare in grande. Aneddoti? Caspita… nella sezione Ermanno del nostro blog ce ne sono a tonnellate!

Roberto Zambon e famiglia in viaggio con Ermanno - Maddalena e Sebastiano
Roberto Zambon e famiglia in viaggio con Ermanno – Maddalena e Sebastiano

5) Progetto “Road to Canada”, organizzazione pre partenza: più dubbi o certezze?

Altra domanda ciclopica. Road To Canada, in termini di preparativi, si è rivelata un’odissea sotto tutti i punti di vista. Niente è stato facile: la ricerca di una compagnia di spedizione navale alternativa a Seabridge, che di fatto detiene il monopolio ma ti costringe ad andare in Nord Europa, la raccolta dei fondi con il crowdfunding, il contatto con gli sponsor e i media partner. E poi la sfida più difficile in assoluto, la stipula di un’assicurazione A) temporanea B) per veicolo non immatricolato in Canada e C) per mezzo storico. Farcela è stato come aprire una nuova via di ferrata, qualcosa che nessuno prima d’ora era riuscito a compiere: se cerchi tuttora nei gruppi Overland dedicati al Nord America vedrai che la gente, se ha un mezzo con più di 20 anni, brancola nel buio. Io ho la soluzione e presto, quando il documentario Road To Canada sarà pronto, la condividerò con gli altri viaggiatori di tutto il mondo.

Roberto Zambon e famiglia in viaggio con Ermanno - Canada
Roberto Zambon e famiglia in viaggio con Ermanno – Canada

6) A proposito del Canada, ESTERofili parla di atmosfere in viaggio, ti lascio carta bianca…

Il Canada è un paese straordinario, non solo per le dimensioni, ma anche per la sensazione di totale libertà che si respira in viaggio. La TransCanada Highway, santo cielo, è la madre di tutte le strade: km e km di puro asfalto che scorrono in mezzo a foreste a perdita d’occhio. E poi d’improvviso un lago totalmente privo di strutture antropiche… è come tornare alla preistoria, quando l’uomo ancora non esisteva. Senza contare l’oceano, le spiagge, le montagne e tutto quanto di meglio la natura abbia prodotto in millenni di attività incessante. Ci sei dentro fino al collo, ed è qualcosa di indescrivibile.

7) Una vita senza Ermanno, riscrivila!

Non ci penso nemmeno! Se mai cambieremo Ermanno, sarà per comprare un altro minivan, non so ancora quale, di sicuro essenziale e spartano, perché a essere comodi si fa sempre in tempo, ma di vita, fino a prova contraria, ce n’è una sola.