CON GASPARD PER RACCONTARE PODERE GRATTAMACCO COLLEMASSARI E LA STORIA DI BOLGHERI

E’ mattina, il sole brilla e Gaspard, il nostro furgone Westfalia quasi quarantenne, imbocca il famoso viale dei cipressi di Bolgheri, spettacolare via d’accesso all’antico borgo. Cinque chilometri di rettilineo, monumento nazionale di 2400 piante, ideato e voluto da Guidalberto della Gherardesca nella seconda metà dell’800 e divenuto famoso grazie ai versi del poeta Carducci. E’ il simbolo della  Doc di Bolgheri, coesa ed entusiasta nella difesa della viticoltura di qualità nel territorio. Dall’oratorio di San Guido sfrecciamo (ahahah…ovviamente è una battuta!) verso il borgo medievale, ci addentriamo nel sali scendi di stradine di collina che, dalla vecchia provinciale, si insinuano nel comune di Castagneto Carducci per raccontare Podere Grattamacco ColleMassari e la storia di Bolgheri.

Podere Grattamacco Collemassari e la storia di Bolgheri: il viale alberato di Bolgheri
Podere Grattamacco Collemassari e la storia di Bolgheri: il viale alberato di Bolgheri
Podere Grattamacco Collemassari e la storia di Bolgheri
Podere Grattamacco Collemassari e la storia di Bolgheri

PODERE GRATTAMACCO COLLEMASSARI E LA STORIA DI BOLGHERI: L’IDEA

La nascita di Bolgheri, intesa come zona vocata alla viticoltura, potrebbe essere una storia dal titolo “La grande scommessa, niente a che spartire con il cinismo raccontato dall’omonimo film del 2015 eh! Qui, tra la costa e i rilievi collinari di questo piccolo tratto di Toscana, menti audaci e lungimiranti hanno saputo superare il pre-giudizio, convinti di poter considerare risorse preziose i “difetti” fisici e climatici del territorio.

La fotografia dai colori del passato, oggi testimonianza preziosa esposta al Museo del Vino “Casone Ugolino” in località Castagneto Carducci, sarebbe una perfetta scena iniziale. Seduti sulla panchina all’ombra di un leccio i protagonisti Nicolò Incisa della Rocchetta, Piero Antinori, Pier Mario Meletti Cavallari, Michele Satta e Lodovico Antinori ammirano il miracolo di Bolgheri. Nomi e persone che si traducono in prestigiose bottiglie ed altrettante etichette: Sassicaia, Guado al Tasso, Grattamacco, Piastraia ed Ornellaia.

Sono i terreni di Bolgheri, storicamente adatti alla coltivazione di frutta e qualche ortaggio ma considerati aridi e qualitativamente poveri per la produzione del vino. Dalla panchina l’immagine si apre al bosco sui pendii collinari che corrono paralleli alla costa e proteggono dal gelo invernale. Poi al mare che, con la brezza costante, mitiga il grande caldo estivo regalando alle uve, con escursioni termiche nei periodi cruciali di agosto e settembre, una lenta e corretta maturazione.
Menti non autoctone, visionarie, sconvolgono l’impostazione del territorio sostituendo i locali sangiovese e trebbiano con  internazionali tagli bordolesi: cabernet sauvignon, cabernet franc e merlot che, col tempo, si adattano perfettamente confermando la validità del cambiamento. Ai tre vitigni pilastro, poi, affiancano petit verdot e syrah per i rossi e vermentino, savignon blanc per i bianchi.

Tutto ha inizio quando il piemontese Mario Incisa della Rocchetta, studente di agraria all’università di Pisa, sposato con Clarice della Gherardesca, da sempre innamorato di Bordeaux, nel 1944 impianta il primo vitigno di cabernet sauvignon a 400m sul livello del mare, su terreni alluvionali con ciottoli tondi depositati dagli antichi corsi d’acqua. Il nome  Sassicaia deriva proprio da questa caratteristica. Nel 1968 la prima commercializzazione di Bolgheri Sassicaia, “vino da tavola” al tempo, Doc solo nel 1994. Dieci anni più tardi in un concorso a Londra, in degustazione alla cieca, sbaraglia i più blasonati vini d’oltralpe. Parte da qui il mito di Sassicaia, del territorio di Bolgheri e dei grandi investimenti provenienti dall’esterno.

Nel 1977 è il turno di Pier Mario Meletti Cavallari, considerato uno degli scommettitori più anziani nella coltivazione dei vitigni internazionali sulla costa etrusca. Nel 1990 i primi impianti di Grattamacco e i primi convegni della Doc Bolgheri. Pioniere del disciplinare che non solo ha dato regole ben precise sulla produzione per rendere distinguibile ed unico il prodotto di Bolgheri ma, con una visione più a largo raggio, ha cercato di trasmettere l’identità non dei singoli ma di tutto il territorio in funzione dello sviluppo del turismo che, negli anni, è diventato una variabile fondamentale. Nel 2002 la cessione al gruppo ColleMassari dei fratelli Maria Iris e Claudio Tipa, che con l’acquisizione di Podere Grattamacco, in aggiunta alle già esistenti Poggio di Sotto a Montalcino  e l’omonima Collemassari a Montecucco, realizzano il loro domaine in Toscana.

Podere Grattamacco Collemassari e la storia di Bolgheri
Podere Grattamacco Collemassari e la storia di Bolgheri

VISITA ALLA CANTINA

La nostra visita si impronta sul ciclo produttivo del vino, dalla vendemmia alla zona di vinificazione fino alla cantine e alla “libreria”… un vero e proprio archivio storico sotterraneo di bottiglie delle diverse  annate di Grattamacco Bolgheri Superiore Doc. La bottiglia d’annata con l’etichetta impolverata ha sempre un gran fascino!

Una vendemmia quest’anno anticipata, come in gran parte dell’Italia, a causa delle alte temperature estive e della forte siccità. Raccolta manuale e accurata delle uve, cabernet sauvignon e franc, merlot e, in questo caso, anche sangiovese nei 15 ettari di terreno coltivato a vite. Tutto all’insegna del biologico.
Ci incuriosiscono, nella zona di vinificazione, piccoli tinelli conici e aperti di legno tronco, uno in particolare del 1968 regalato da Incisa, all’interno dei quali viene versato il mosto. La fermentazione alcolica avviene in modo spontaneo e naturale. I rimessaggi sono effettuati tramite follature manuali due volte al giorno. Il processo di fermentazione procede lento, rispetto a quello nelle vasche di acciaio, preservando gli aromi che si trasformeranno in profumi nel bicchiere. E’ un processo gestibile fin tanto che  la produzione di bottiglie rimane entro le 50000 unità. La successiva fermentazione malolattica avviene in barrique: botti di rovere francese, in bella mostra e soggetto principe delle cantine di Bolgheri, che accolgono per l’affinamento in legno e l’invecchiamento i singoli vitigni miscelati solo successivamente.

Podere Grattamacco Collemassari e la storia di Bolgheri: competenza e simpatia di Michela Bartalini.
Podere Grattamacco Collemassari e la storia di Bolgheri: competenza e simpatia di Michela Bartalini.
Podere Grattamacco Collemassari e la storia di Bolgheri: la cantina.
Podere Grattamacco Collemassari e la storia di Bolgheri: la cantina.
Podere Grattamacco Collemassari e la storia di Bolgheri: la cantina.
Podere Grattamacco Collemassari e la storia di Bolgheri: la cantina.
Podere Grattamacco Collemassari e la storia di Bolgheri: la "libreria".
Podere Grattamacco Collemassari e la storia di Bolgheri: la “libreria”.
Podere Grattamacco Collemassari e la storia di Bolgheri: la "libreria".
Podere Grattamacco Collemassari e la storia di Bolgheri: la “libreria”.

DEGUSTAZIONE

Bolgheri Rosso Doc e, a seguire, Grattamacco Bolgheri Superiore Doc. Vini espressione del terroir, profondamente legati al suolo e al clima della costa. Sono l’espressione mediterranea del cabernet sauvignon e del merlot. Entrambe le bottiglie sono distinguibili dalla maggior parte dei prodotti della zona per la presenza del sangiovese, una classicità che mitiga le morbidezze dei vitigni internazionali.

Il Bolgheri Rosso Doc 2016 è un vino di buona bevibilità, morbido ed elegante, immediato in entrata e di buona intensità. 60% cabernet sauvignon, 20% cabernet franc, 10% merlot, 10% sangiovese. Perfetto per accompagnare piatti di carne, selvaggina e salumi. Dal colore impenetrabile e dai sentori decisi di frutta. Maturazione in barrique per 10 mesi e successivo affinamento in bottiglia.

Podere Grattamacco Collemassari e la storia di Bolgheri: Bolgheri Rosso Doc 2016
Podere Grattamacco Collemassari e la storia di Bolgheri: Bolgheri Rosso Doc 2016

Grattamacco Bolgheri Superiore Doc 2014 non ha bisogno di presentazioni. Stile, potenza, qualità, grande longevità. 21 mesi per maturare in barrique e un successivo ulteriore affinamento in bottiglia. Il blend tra i vitigni viene realizzato 10 mesi dopo il travaso. Colore, anche questa volta, pieno e brillante. Sentori fruttati e balsamici di macchia mediterranea. Il legno dona un terziario leggermente affumicato. Vino verticale con una persistenza elegante. Il consiglio che mi permetto di darti è acquistare una bottiglia e tenerla ben conservata per qualche anno prima di aprirla e gustarla!

Podere Grattamacco Collemassari e la storia di Bolgheri: Grattamacco Bolgheri Superiore Doc 2014
Podere Grattamacco Collemassari e la storia di Bolgheri: Grattamacco Bolgheri Superiore Doc 2014

Il vermentino avremo occasione di degustarlo al prossimo Vinitaly. Un assaggio è stato possibile direttamente dal tonneau nel quale solo parte del prodotto riposerà per 6 mesi. Vinificazione in acciaio e leggero affinamento in legno per donare rotondità.

Nella gamma Grattamacco anche un altro Bolgheri Superiore Doc: L’Alberello, che deve il nome proprio al tipo di coltivazione da cui nasce. Quasi 2 ettari di cabernet sauvignon, cabernet franc e petit verdot lungo la via bolgherese, nato da un’idea dell’attuale proprietà ColleMassari. La prima annata nel 2006, potatura ad alberello appunto, stile bordolese, potente, avvolgente e morbido. Nasce su terreni di argilla e sabbia. 6000 bottiglie l’anno.

PODERE GRATTAMACCO COLLEMASSARI E LA STORIA DI BOLGHERI: on the road

Ripartiamo contenti per l’ospitalità ricevuta, ripercorrendo le stesse stradine sterrate sulle quali la luce calda del sole invernale filtra le sfumature di giallo e marrone dei vigneti ancora giovani. Le caratteristiche qualitative dei vini prodotti non potranno che migliorare con il tempo. Dall’opinione comune alla critica internazionale l’alto potenziale del vino di Bolgheri, già una realtà di eccellenza nel settore, è una promessa. Peccato che la Doc sia chiusa e non esistano terreni liberi per metter su qualche filare! Ci toccherà tornare solo per godere 🙂

Si conclude, così, la seconda esperienza a tu per tu con la tradizione vitivinicola di questa prescelta porzione di terra toscana. Un week-end di panorami incredibilmente ricchi e diversi, dai vigneti alle costruzioni medievali, dalle colline al mare blu, degustando vini con i produttori e sorseggiando tè davanti alle onde incalzate dal vento. Gaspard 81 è un guscio di calore e di benessere, una capsula del tempo che, lentamente, curiosa per il mondo lasciandosi alle spalle ogni sorta di costrizione per ritrovare una semplicità essenziale, appagante e preziosa.

Prossima fermata nel territorio di Bolgheri >>>  Tenuta Caccia al Piano 1868 .

Alla salute!

Podere Grattamacco Collemassari e la storia di Bolgheri
Podere Grattamacco Collemassari e la storia di Bolgheri