BLOODY SUNDAY: 30 GENNAIO 1972 – Murales del Bogside

L’irlanda è divisa. I disordini e il clima da guerra civile tra la comunità cattolico-nazionalista e quella protestante unionista, dalla fine degli anni 60 a tutti gli anni 90, hanno popolato angoscianti pagine di cronaca. Belfast e Derry gli epicentri del conflitto nordirlandese. E’ a Derry, dal gaelico Doire, bosco di querce – Londonderry per gli unionisti, nome adottato dai britannici nel 1613 – che quella “domenica di sangue” del 1972 ha segnato la vita di generazioni lasciando una ferita sempre aperta sulla storia del quartiere operaio, teatro di una strage vergognosa. Oggi i murales del Bogside, opera dei fratelli Kelly e del loro amico Kevin Hasson, raccontano con toccante sensibilità e forte denuncia espressiva, una domenica ancora scioccante, ancora aleggiante nell’aria che sembra avere un peso diverso da quella che si respira altrove. Passeggiamo, poco distanti dal B&B che abbiamo scelto proprio in questo questo quartiere, il cui nome è il preludio ad una bellissima storia di un padre, di suo figlio e della speranza che, malgrado tutto, non hanno mai abbandonato: Serendipity (…fare casualmente piacevoli e inattese scoperte).

30 gennaio 1972, il governo irlandese unionista ha emanato una legge che consente di arrestare gli oppositori senza processo e a tempo indefinito, previa approvazione del Ministero degli Interni dell’Irlanda del Nord. I soldati del Primo Battaglione del Reggimento Paracadutisti dell’esercito britannico, chiamato ad intervenire con l’intento formale di disperdere la manifestazione per i diritti civili organizzata dal NICRA (Nothern Ireland Civil Rights Association), prende l’iniziativa e i soldati cominciano a sparare sulle persone. Ne colpiscono 26, 14 muoiono, 6 sono minorenni.

Bogside, Derry
Bogside, Derry
Murales del Bogside: foto della manifestazione del 30 gennaio 1972
Murales del Bogside: foto della manifestazione del 30 gennaio 1972
Murales del Bogside: scontri del 30 gennaio 1972
Murales del Bogside: scontri del 30 gennaio 1972
Bogside, Derry, 1971
Bogside, Derry, 1971

L’inchiesta aperta dal governo britannico sulla morte dei 14 civili si è rilevata un vero e proprio insabbiamento: nessuna condanna, nessuna denuncia, nessuna responsabilità perseguibile. Ha avvalorato la tesi della difesa  secondo la quale i soldati avrebbero risposto al fuoco dei manifestanti. Eppure, molte erano le testimonianze che la smentivano…cinque delle vittime risultarono essere state colpite alla schiena, mentre scappavano per ripararsi dalla pioggia di proiettili. Una vergogna di cui la storia è purtroppo spesso rassegnato testimone. Non è difficile credere che dalla notte di quella stessa domenica, furono molti i giovani civili che decisero di arruolarsi nell’IRA, Irish Repubblican Army.

Solo David Cameroon, alla luce di una nuova inchiesta voluta da Tony Blair nel 1998, nelle vesti di Primo Ministro di Sua Maestà ha rivolto pubbliche scuse alle vittime e alle loro famiglie per il comportamento del Regno Unito.

“L’attacco dei soldati ai manifestanti è stato ingiustificato e ingiustificabile […] Nessuno dei morti e dei feriti poteva essere considerato una minaccia”

IL CONFLITTO NORDIRLANDESE RACCONTATO NEI MURALES DEL BOGSIDE

Il nostro on the road in terra d’Irlanda fa tappa a Derry, nel Bogside. Siamo in macchina, un po’ emozionati, impazienti, con il cuore che si raccomanda di essere ospiti discreti. Il navigatore ci conferma che stiamo arrivando a destinazione e improvvisamente, dopo averne letto approfonditamente, dopo averlo visto nel film Bloody Sunday ed aver gestito la miriade di emozioni contrastanti che quelle poche parole evocano, il muro bianco su cui campeggia la scritta “You are now entering free Derry” (State entrando ora nella Derry libera) ci accoglie in città. Lo sguardo veloce schizza da una parte all’altra di Rossville Street e uno dopo l’altro ecco quasi tutti i murales che, dalle abitazioni popolari, gridano il ricordo di un pezzo di storia recente, formalmente concluso, ma tremendamente vivo negli occhi di chi l’ha vissuto in prima persona, di chi ha perso i propri affetti, genitori, fratelli, fidanzati, figli, amici, di chi vuole andare oltre, guardare al futuro senza dimenticare nemmeno per un istante qual’è la sua storia. Orrore, fierezza, orgoglio, odio, violenza, rabbia, tristezza e speranza. E le persone del posto, che per aspetto mi ricordano quei quattro disgraziati di Trainspotting, accettano i pochi turisti che arrivano fin qui per scattare foto e soffermarsi a riflettere, magari a pregare, davanti a quella scioccante realtà nei disegni e nelle targhe sulle case in memoria delle vittime del conflitto, purché rispettosi dell’enorme ferita da maneggiare ancora con cura. Derry è una città turistica in grande crescita, il Bogside ha bisogno di tempo.

Murales del Bogside: i residenti della zona eressero barricate per impedire ai lealisti di entrare nel loro quartiere durante gli scontri del gennaiao 1969, noti come La battaglia del Bogside, dichiarandosi zona libera sotto protezione dell'IRA. Free Derry.
Murales del Bogside: i residenti della zona eressero barricate per impedire ai lealisti di entrare nel loro quartiere durante gli scontri del gennaiao 1969, noti come La battaglia del Bogside, dichiarandosi zona libera sotto protezione dell’IRA. Free Derry.
Murales del Bogside: il muro della pace. Una colomba su una foglia di quercia come auspicio di speranza per il futuro della città.
Murales del Bogside: il muro della pace. Una colomba su una foglia di quercia come auspicio di speranza per il futuro della città.
Murales del Bogside: "operation motorman", l'operazione militare degenerata nella Bloody Sunday.
Murales del Bogside: “operation motorman”, l’operazione militare degenerata nella Bloody Sunday.
Murales del Bogside
Murales del Bogside
Murales del Bogside
Murales del Bogside
Murales del Bogside
Murales del Bogside
Murales del Bogside: Bernadette Devlin, la pasionara con un megafono alla bocca. L’uomo con la mitraglietta. Il ragazzo con la maschera antigas con una molotov in mano.
Murales del Bogside: Bernadette Devlin, la pasionara con un megafono alla bocca. L’uomo con la mitraglietta. Il ragazzo con la maschera antigas e  una molotov in mano.
Murales del Bogside
Murales del Bogside
Murales del Bogside: "The death of innocence", in memoria di Annette McGavigan, 14 anni, centesima vittima dei TROUBLES. Morì in uno scontro a fuoco tra l'IRA e l'esercito inglese il 6 settembre 1971. A sinistra una pistola puntata a terra simboleggia il fallimento della violenza, mentre la farfalla la speranza incarnata dal processo di pace. In ricordo di tutti i bambini che hanno perso la vita durante i TROUBLES.
Murales del Bogside: “The death of innocence”, in memoria di Annette McGavigan, 14 anni, centesima vittima dei TROUBLES. Morì in uno scontro a fuoco tra l’IRA e l’esercito inglese il 6 settembre 1971. A sinistra una pistola puntata a terra simboleggia il fallimento della violenza, mentre la farfalla la speranza incarnata dal processo di pace. In ricordo di tutti i bambini che hanno perso la vita durante i TROUBLES.
Murales del Bogside: "Petrol bomber". In orimo piano un ragazzo con la maschera antigas e una bottiglia molotov in mano, sullo sfondo agenti britannici avvolti dal fumo.
Murales del Bogside: “Petrol bomber”. In orimo piano un ragazzo con la maschera antigas e una bottiglia molotov in mano, sullo sfondo agenti britannici avvolti dal fumo.
Murales del Bogside: "The Bloody Sunday commemoration". 25° anniversario. Le vittime.
Murales del Bogside: “The Bloody Sunday commemoration”. 25° anniversario. Le vittime.
Murales del Bogside
Murales del Bogside
Murales del Bogside: passeggiando sulle mura medievali della città si legge nell'area protestante di West Bank "Londonderry, i lealisti di West Bank ancora sotto assedio non si arrendono"
Murales del Bogside: passeggiando sulle mura medievali della città si legge nell’area protestante di West Bank “Londonderry, i lealisti di West Bank ancora sotto assedio non si arrendono”
Murales del Bogside: Il museo di Derry libera
Murales del Bogside: Il museo di Derry libera

IL BOGSIDE OGGI

“…famiglie a passeggio, persone a spasso con cani, i figli e i nipoti della generazione dei Troubles giocavano tranquillamente a calcio nelle strade del quartiere, si arrampicavano come gatti sui tetti delle case e sfrecciavano sui loro skateboard tra i giganteschi murales a sfondo politico e le scritte inneggianti all’IRA sui muri delle abitazioni”

Luca Vasconi – www.east journal.net

Bogside, Derry, Northern Ireland: veduta dal nostro B&B
Bogside, Derry, Northern Ireland: veduta dal nostro B&B
Murales del Bogside: Brooke Park
Murales del Bogside: Brooke Park
Murales del Bogside: St Eugene's Cathedral
Murales del Bogside: St Eugene’s Cathedral

Cito entusiasta le parole di questo fotografo che ho scoperto mentre passeggiavo nello splendido parco di fianco al nostro B&B, dopo aver cenato, con la memoria arricchita di un’infinità di particolari e la sensazione di aver sfiorato qualcosa di importante e di unico: la cronaca non ne parla più, i programmi scolastici di storia ancora non affrontano l’argomento che, intanto, scivola in un limbo di rinascita.

Un gruppo di ragazzetti di ogni misura, tra i 5 e i 12 anni, si è dato appuntamento per strada, maschi e femmine. Una bambina con la biciclettina rosa scassata chiama arrabbiata quelli più grandi che non l’aspettano. Giocano a nascondino, si lanciano occhiate complici, scherzano. Il più solitario si arrampica su un albero e a capo chino studia un oggetto piccolo. Non ci sono genitori. Com’è possibile?

In un quartiere in cui s’incrociano visi poco rassicuranti, feriti per sempre, in cui il mio accento londinese indispone i miei interlocutori che mi snobbano o mi rispondono con tono infastidito, dove il benessere non è diffuso e dove si ha la sensazione che basti una scintilla a far divampare le fiamme, i ragazzini giocano tranquilli in una comunità che si protegge abituandosi a non avere più paura.