VINO, STORIA, ELEGANZA, PRESTIGIO: TRADIZIONE  E AVANGUARDIA DEL CASTELLO D’ALBOLA A RADDA IN CHIANTI

Incontrare la bellezza, sicuramente sarà capitato anche a te. Istintivamente interrompi qualunque cosa tu stia facendo perché la bellezza, quella vera, che si sottrae alla logica del giudizio, esercita una forza magnetica. Allora ti fermi, e la accogli, la guardi, e continui a guardarla finché almeno un po’ di quella appagante armoniosità è diventata ricordo e, attraverso gli occhi, è diventata un po’ parte di te. Fermiamo la macchina e scendiamo distratti dalla quantità di dettagli che il solleone di agosto svela all’uscita di una curva, e a quelle successive. Qualcuno ci saluta, in piedi sul ciglio sterrato della strada che costeggia la tenuta di Castello d’Albola a Radda in Chianti, e sorride, e sospira, perché forse la vita ci ha abituati a ritenere la bellezza un evento raro davanti al quale ci si stupisce, arresi e grati.

Noi, nati e cresciuti poco distanti da qui, la scopriamo con un moto di orgoglio che cresce fino a diventare emozione rassicurante grazie a tutte le persone che, con oculatezza e passione, si prendono cura di questa terra, ogni giorno di ogni stagione.

Poco importa se dietro casa o a migliaia di chilometri di distanza, un calice di ottimo vino, meglio se accompagnato da tipicità gastronomiche locali, è un momento di appagante armoniosità.

Castello d'Albola a Radda in Chianti
Castello d’Albola a Radda in Chianti
Castello d'Albola a Radda in Chianti
Castello d’Albola a Radda in Chianti
Castello d'Albola a Radda in Chianti
Castello d’Albola a Radda in Chianti
Castello d'Albola a Radda in Chianti
Castello d’Albola a Radda in Chianti
Castello d'Albola a Radda in Chianti
Castello d’Albola a Radda in Chianti

CASTELLO D’ALBOLA A RADDA IN CHIANTI: UN PO’ DI STORIA

La storia del castello, in origine un cassero con scopi difensivi, costruito nel XII secolo a metà strada tra Firenze e Siena, ha inizio con la famiglia dei Monterinaldi, quando Radda, il comune che lo comprendeva nel suo territorio, divenne  capitale della Lega del Chianti. Tra il 1400  e il 1500 furono proprietari gli Acciaiuoli, potenti nobili fiorentini che ampliarono la tenuta e realizzarono i primi vigneti. Proprio a questa famiglia è oggi dedicata l’etichetta più prestigiosa dell’intera produzione, il super tuscan “Acciaiolo”, blend di cabernet sauvignon e sangiovese. Arrivarono poi le famiglie fiorentine dei Samminiati e dei Pazzi, nel 1940 i principi Ginori-Conti fino al 1979, quando la tenuta fu acquistata dall’attuale proprietario Zonin. E’ quest’ultimo che, con ingenti investimenti, è riuscito a portare il marchio Castello d’Albola a Radda in Chianti e il suo sangioevese nel gotha del vino.

CASTELLO D’ALBOLA A RADDA IN CHIANTI: IL TERRITORIO

900 ettari di cui 140 vitati. La maggior parte è boschiva e determina un microclima con estati calde ma ventilate e inverni freddi ma non rigidi. Una brezza proveniente dal mare in caso di pioggia contribuisce a preservare il raccolto rendendo l’ambiente inospitale per le muffe. Infine, l’escursione termica, che si dilata su un range di 20 gradi, influenza l’intensità e la qualità dei profumi nel processo di maturazione delle uve.

I vigneti si sviluppano in armonia con i pendii delle colline. A 400 m le radici affondano in terreni per la maggior parte argillosi con presenza di scheletro (alberese) per la produzione del Chianti Classico Docg, della sua Riserva e del supertuscan Acciaiolo. A 600 m un terreno scosceso e roccioso a base galestro e alberese si prepara ad accogliere la Gran Selezione Solatio, chiamato così per la sua esposizione a sud-est. Si arriva, infine, a 700 m dove nei terreni calcarei affonda le radici il vitigno chardonnay, uno dei più alti in Toscana.

Il 90% della produzione è a base sangiovese: 3 ettari sono riservati al bianco “Poggio alle Fate”, un po’ di cabernet sauvignon per il supertuscan nonché pluripremiato “Acciaiolo” e una piccola parte trebbiano e malvasia per il vin santo.
Comune denominatore è lo stress idrico al quale le piante sono sottoposte affinché affondino in profondità alla ricerca di sostanze nutritive, con conseguente ricchezza qualitativa del prodotto finale.

Dal 2018 Castello d’Albola otterrà il certificato di azienda biologica con ovvie restrizioni sull’utilizzo di pesticidi e trattamenti chimici: solo zolfo e rame non chimicamente trattati. L’azienda già si avvale di metodi antichi naturali come il sistema del “sovescio”, che consiste nel piantare erba o fiori tra un filare e l’altro allo scopo di dar loro nutrimento, apporta infatti sostanze organiche al suolo favorendo uno sviluppo equilibrato della vite. Oppure la presenza di rose “sentinella” all’inizio di ciascun filare. Per qualcuno è un vezzo estetico, altri scomodano addirittura l’esoterismo e i più naif arrivano a pensare che conferisca aromaticità alle uve. Niente di tutto ciò. Sono semplicemente sensori naturali: in presenza di eventi patologici la rosa si ammala 10 giorni prima della vite permettendo d’intervenire con relativo anticipo.

Castello d'Albola a Radda in Chianti
Castello d’Albola a Radda in Chianti
Castello d'Albola a Radda in Chianti: le rose "sentinella"
Castello d’Albola a Radda in Chianti: le rose “sentinella”

CASTELLO D’ALBOLA A RADDA IN CHIANTI: LE CANTINE

Oltre il primo appezzamento, coperta dai cipressi, la grande cantina moderna costruita nel 1990, è qui che si svolge il processo di vinificazione. E’ poi sottoterra che si procede all’imbottigliamento, per finire nell’antico borgo della tenuta in cui il vino riposa nelle cantine per l’invecchiamento. Cantine che risalgono al 1600 a volta senese in pietra.
Botti grandi in rovere di slavonia per vini più leggeri, medio corpo, più fruttati. Qui riposa il chianti classico. Dalla curvatura frontale se ne può dedurre l’età. Noi ci troviamo in presenza di botti di 16/18 anni. Il ciclo vitale è di circa 40 anni, dopodiché vengono sostituite ritenendo conclusa la funzione di scambio di sostanze tra il vino e il legno.

Castello d'Albola a Radda in Chianti: la cantina moderna
Castello d’Albola a Radda in Chianti: la cantina moderna

Botti piccole (tonneau) in rovere francese per i vini con più struttura, corpo e complessità. Aumenta il contatto e lo scambio tra vino e legno e il rilascio di sostanze tanniche. Per un approfondimento ti consiglio un nostro recente articolo interamente dedicato all’affinamento in legno.
Un antico cancello e un mazzo di chiavi di misura che non sembra più esistere ci introducono nelle segrete, oggi cantina privata della famiglia Zonin. Qui vengono custodite le annate pregiate dell’ultimo secolo dal 1950 al 2016.
Come in ogni azienda toscana che si rispetti ecco la vinsantaia. Le botti lasciano il passo ai caratelli. Uve malvasia e trebbiano raccolte in sovra maturazione, portate in una cantina speciale e appese con ganci al soffitto per l’appassimento. Il mosto comincia gradualmente a fermentare all’interno del caratello e solo a conclusione di questo processo il caratello viene sigillato e il mosto “dimenticato” per 8 anni. Neanche a dirlo, il risultato è libidinoso!

Castello d'Albola a Radda in Chianti: botti grandi per l'affinamento
Castello d’Albola a Radda in Chianti: botti grandi per l’affinamento
Castello d'Albola a Radda in Chianti: la vinsantaia
Castello d’Albola a Radda in Chianti: la vinsantaia
Castello d'Albola a Radda in Chianti: ingresso alla cantina privata della famiglia Zonin
Castello d’Albola a Radda in Chianti: ingresso alla cantina privata della famiglia Zonin
Castello d'Albola a Radda in Chianti: collezione privata della famiglia Zonin
Castello d’Albola a Radda in Chianti: collezione privata della famiglia Zonin
Castello d'Albola a Radda in Chianti: cantina privata della famiglia Zonin
Castello d’Albola a Radda in Chianti: cantina privata della famiglia Zonin

CASTELLO D’ALBOLA A RADDA IN CHIANTI: DEGUSTAZIONE

Ci mettiamo comodi al tavolo imbandito di bicchieri pronti all’uso, salumi e formaggi in perfetto abbinamento. La degustazione si sviluppa in un crescendo di profumi e sapori.

Castello d'Albola a Radda in Chianti: degustazione!
Castello d’Albola a Radda in Chianti : degustazione!

Lo chardonnay “Poggio alle fate (90% acciaio e 10% tonneau), coltivato in uno degli appezzamenti più alti in toscana, a 700 metri, con le sue note tipiche di frutta esotica e agrumi ci introduce ad una vera e propria verticale di sangiovese in purezza.
Dalla freschezza e la croccantezza del frutto dell’ultimo Chianti Classico Docg 2014, affinato un anno in botte grande ed uno in bottiglia, alle note più evolute del 2011, unico Chianti Classico Docg nella lista Top100 di Wine Spectator.
Dalla complessità della Riserva 2013, con uve raccolte in modo manuale e meticoloso e con i suoi 30 mesi di affinamento dei quali 18 in botte (80% grande e 20% piccola) e 12 in bottiglia, all’eleganza e alla classe della Gran Selezione Solatio in annata 2008, complesso al naso, rotondo, morbido e con tannini evoluti ed eleganti, da noi particolarmente apprezzato…vorrei ben vedere! Prodotto in quantità limitate e solo nelle annate migliori in meno di un ettaro di terreno circondato e protetto da bosco. Suolo molto roccioso anche in superficie per obbligare le radici a lavorare fino 7/8 metri di profondità.
Castello d’Albola con questo prodotto nella sua prima annata 2006, all’epoca Igt, è stato il precursore della etichetta Gran Selezione.

La Gran Selezione è un vino prodotto da uve di esclusiva pertinenza aziendale, coltivate nei vigneti più vocati e con regole severe che lo rendono un vino di grande pregio. Oltre a prevedere caratteristiche chimiche e organolettiche idonee a vini di elevata qualità, potrà essere commercializzata solo dopo un invecchiamento minimo di 30 mesi e un periodo obbligatorio di affinamento in bottiglia. La Gran Selezione ha anche il merito di esaltare i diversi caratteri di un territorio ampio e poliforme, diviso in nove comuni e in zone climaticamente e pedologicamente differenti, ma unite dall’inconfondibile firma del Sangiovese” (da www.chianticlassico.com)

Il sangiovese accompagna in scena il vitigno internazionale Cabernet Sauvignon per un blend in annata pregiata, Acciaiolo 2005, vino pluripremiato a livello nazionale ed internazionale. Un supertuscan di grande ampiezza gusto olfattiva in cui si ritrovano le caratteristiche di entrambi i vitigni. 18 mesi di affinamento in barrique, 6 in acciaio e 6 finali in bottiglia.
Per finire le dolci note del pregiato Vin santo Doc. Il vino si presenta di colore tipico giallo ambrato. Naso complesso e intenso. Note di tostatura dolce, frutta candita e secca e note speziate. Cremoso, denso, compatto. Finale di notevole persistenza. Il nostro biscotto di Prato non c’è e nemmeno il dessert, lo abbiniamo al formaggio e ci piace molto!
Unico prodotto in degustazione che non fa parte della tenuta di Albola ma di produzione sempre della famiglia Zonin, Pinot nero “Oltrenero” Oltrepò Pavese Docg. Vino spumante realizzato con uve pinot nero in purezza, ampio e complesso con note floreali e fruttate tipiche del vitigno.
Un bel finale per una degustazione eccellente!!!

Castello d'Albola a Radda in Chianti - vini degustati
Castello d’Albola a Radda in Chianti – vini degustati