600 KM SUL CAMINO DE LA PLATA COSA ASPETTARSI

Siamo a Zamora, dopo aver camminato per giorni attraversando le impressionanti distese dell’altopiano castigliano. Solitudine pressoché assoluta e freddo intenso, la sera, a causa dell’altitudine sempre sui 900 metri slm. Pioggia totalmente assente, anche se da due giorni pare minacciare sempre più di intervenire ad alleviare le pene degli aridi terreni attraversati. Pioggia che, se dovesse arrivare, ci obbligherebbe ad estenuanti e complesse manovre per aggirare gli innumerevoli “arroyos” attraverso stradine e sentieri. Pioggia che darebbe sollievo ai campi riarsi di Extremadura ma ci costringerebbe a marciare su distese di fango salvo riparare nella onnipresente, provvidenziale ma anche fastidiosa statale N630. Zamora è una bella città medievale e moderna per circa 65.000 abitanti, raggiunta effettuando anche qualche piccolo taglio a causa della indisponibilità di luoghi per dormire. Ovviamente, posta sull’antica via romana, merita visite e attenzione.
Sento ripetere dai pochi, anzi pochissimi pellegrini incontrati in questi otre 600 chilometri di cammino (meno di 10 persone), che la Via de la Plata sia dura, e lo è veramente, ma forse occorre fare una doverosa premessa.
La massima aurea del o dei cammini per Santiago è che la velocità consigliabile è esattamente quella delle proprie gambe seguendo il proprio passo. Altra imprescindibile verità è che ciascuno ha il suo personale cammino da realizzare con le proprie aspirazioni, inclinazioni, capacità e credo. Quindi sul Camino de la Plata cosa aspettarsi?

Camino de la Plata cosa aspettarsi: Zamora
Camino de la Plata cosa aspettarsi: Zamora
Camino de la Plata cosa aspettarsi: Zamora
Camino de la Plata cosa aspettarsi: Zamora

IL MIO PUNTO DI VISTA

La così detta Via de la Plata è un itinerario complesso formato dal tracciato, reale o ipotetico, dell’antica strada romana “ab Emerita Augusta” al quale si affianca, e talvolta si sovrappone, il tragitto propriamente detto del Cammino di Santiago. Si alternano e si sovrappongono ai primi due anche le vie percorse nelle antiche transumanze dette “vie pecuarie” e “cañadas reales” in un continuo rincorrersi, affiancarsi o distaccarsi. Perché queste precisazioni? Perché porto con me ben 4 guide sul Cammino di Santiago che spesso non corrispondono tra loro.
In Extremadura è stato fatto un gigantesco sforzo segnaletico utilizzando dei cubi di granito con sopra scolpita la sagoma dell’arco di Caparra e la strada romana ad indicare la direzione da seguire.
Su un lato di questi cubi è applicata una piastrella verde oppure gialla, o ancora verde e gialla, per specificare se si sta seguendo una via pecuaria oppure la romana o un tracciato coincidente. A tutto ciò si aggiungono problematiche locali come proprietari terrieri che non consentono il passaggio nei propri terreni chiusi, provocando cambiamenti di percorso spesso mal indicati, o addirittura lo osteggiano distruggendo la segnaletica.
In questo modo il cammino inizia davvero ad essere difficile da seguire. Una volta giunti in Castiglia, però, tutto sembra migliorare.

Camino de la Plata cosa aspettarsi: segnaletica
Camino de la Plata cosa aspettarsi: segnaletica

CAMINO DE LA PLATA COSA ASPETTARSI: SIVIGLIA CITTA’ DI PARTENZA

La partenza è da Siviglia, bellissima città prescelta anche per le vicine importanti vestigia romane che caratterizzano e danno una prima impronta a questo cammino.
Si lascia la cattedrale per dirigersi verso il fiume, attraversare ciò che rimane dell’antico borgo gitano di Triana inoltrandosi in una fatiscente periferia che, con segnaletica rada e discutibile, porta a percorrere tangenziali e veri mondezzai, poi superare Santiponce e dirigersi finalmente verso Camas.
Ancora prima di realizzare che la temperatura saliva verso i 40°, ho avuto una fastidiosa sensazione di trascuratezza, di approssimata attenzione.
Ci dicono e leggiamo che alle 8.30 in cattedrale si celebra la Santa Messa per i pellegrini. Bene, alle 8.30 assistiamo semplicemente alla Messa delle 8.30.  Nessun cenno ai pellegrini. Qualcuno ha assistito alla Messa serale a Roncisvalle? Altra atmosfera. E certo sono d’accordo che la Fede non si misura per le atmosfere…

Sono seguiti il sole estremo dell’Andalusia, gli interminabili percorsi per tappe di quasi 40 chilometri con l’assenza di centri abitati  e la totale indisponibilità di acqua a costringere di caricarsi addosso litri extra (quindi chili in più).
Tuttavia, districandoci tra indicazioni precarie o fasulle (ad opera di gestori di case rurali o isolati albergues fuori tracciato), raggiungiamo centri abitati, alcuni pure grossi, dove la gente dispone di una naturale cortesia e affabilità disarmante.
Basta conoscere un poco di spagnolo e le chiacchiere con interlocutori incuriositi o desiderosi di aiutare si protraggono fino ad accompagnarci alla tienda più vicina o al punto di inizio del cammino.
Forse la stagione tarda, forse la durezza del cammino favoriscono pochi, anzi pochissimi, incontri con altri camminanti o ciclisti, magari la sera a cena nell’unico bar del paesino di turno a celebrare la propria resistenza ed esperienza su questo o altri cammini del mondo.

Camino de la Plata cosa aspettarsi: rovine romane a Mérida
Camino de la Plata cosa aspettarsi: rovine romane a Mérida
Camino de la Plata cosa aspettarsi: Aljucen, paesino di circa 400 anime
Camino de la Plata cosa aspettarsi: Aljucen, paesino di circa 400 anime
Camino de la Plata cosa aspettarsi: Caceres
Camino de la Plata cosa aspettarsi: Caceres
Camino de la Plata cosa aspettarsi: altipiani in Castiglia
Camino de la Plata cosa aspettarsi: altipiani in Castiglia
Camino de la Plata cosa aspettarsi: Villanueva de Campean...mi ricorda Abbasanta
Camino de la Plata cosa aspettarsi: Villanueva de Campean…mi ricorda Abbasanta 
Camino de la Plata cosa aspettarsi: Villanueva de Campean, partenza all'alba
Camino de la Plata cosa aspettarsi: Villanueva de Campean, partenza all’alba

CAMINO DE LA PLATA COSA ASPETTARSI? “MI MANCA QUALCOSA…”

Il cammino per camminare, legittimato nella mia premessa ma da me avversato. Io personalmente vivo il cammino come pellegrinaggio, come viaggio lento per vedere e conoscere. Sentirmi tra cielo e terra incontrando e imparando. Riempirmi l’anima, gli occhi e la mente in questa Spagna quasi priva di auto e rumore che non sia il vento.

Arriva l’Extremadura a far soffrire per le lunghe percorrenze difficili da tagliare e adeguare alle proprie possibilità. Le incredibili distese di querce, polvere e maiali, dove non è difficile perdere la via, che comodo il gps.
Gli altipiani castigliani si annunciano con le salite che lentamente portano a 700/900 metri slm, dove attendono  interminabili distese di terra rossastra arate di fresco con un patchwork di colori a perdita d’occhio. Qui la segnaletica è quasi perfetta, forse non affidata alle sole associazioni volontarie ma anche all’intervento della regione di Castilla y León. Magari risentono della vicinanza del più conosciuto Camino Frances. Aumenta la frequenza dei centri abitati, anche minuscoli (40 abitanti).
Mi manca, però, qualcosa ripensando proprio al Camino Frances. Non so cosa, forse un’atmosfera che sentivo più intimistica nonostante la maggior solitudine provata qui.  Ho quasi l’impressione che la via dela Plata sia il classico cammino per ciclisti o atleti, che possono percorrere senza troppa pena le tappe di 30/40 chilometri ed i lunghi tratti sull’asfalto della N630.

Abbiamo incontrato la N630 appena fuori Siviglia ed è ancora qui di fianco, a una quarantina di metri, fuori dal minuscolo albergue di Montamarta a nord di Zamora.

Camino de la Plata cosa aspettarsi: Granja de Moreruela, termine della Via de la Plata
Camino de la Plata cosa aspettarsi: Granja de Moreruela, termine della Via de la Plata
Camino de la Plata cosa aspettarsi: Granja de Moreruela, termine della Via de la Plata
Camino de la Plata cosa aspettarsi: Granja de Moreruela, termine della Via de la Plata