CACCIA AL PIANO 1868 A BOLGHERI – INIZIAMO DALLA FINE: PRIMA DEI SALUTI…

Prima di riprendere la strada, abbiamo avuto il piacere di conoscere il direttore, Claudio Santini, con cui abbiamo scambiato curiosità e dettagli relativi a Caccia al Piano 1868 a Bolgheri, sia l’azienda che l’intera area omonima, circoscritta nei confini originari della tenuta. Scopriamo una persona piacevolissima con la quale condividiamo, caso vuole, la passione per il vino e per le auto d’epoca. Lui che, lombardo, ha scelto di muoversi per le vigne toscane con una vecchia Fiat 500 blu, neanche a dirlo, ha stretto la mano a noi e dato una pacca al buon vecchio Gaspard. Una sorpresa il suo entusiasmo, inevitabile il nostro orgoglio. Complici di un coinvolgimento emotivo che questi mezzi dall’anima vivace inevitabilmente creano. Sono compagni di strada, accoglienti e affettuosi, sui quali si raggiunge una dimensione parallela fatta di ritmi lenti, di panorami ricchi di dettagli che lo sguardo riesce a memorizzare, di emozione al solo rumore del motore, affidabile e forte solo se trattato con rispetto. E’ la metafora dell’amore per ciò a cui si dedica la vita, personale o lavorativa, e della contentezza che si prova nell’incrociare la via di chi riesce a capire ed è capace di apprezzare.

Grazie infinite per averci accolto con tanta disponibilità! 

CACCIA AL PIANO 1868 A BOLGHERI

E’ quasi il tramonto, il sole tiepido colora di autunno le vigne che dai finestrini di Gaspard si lasciano contemplare generosamente. Ester, mia moglie, prende gli acquarelli e disegna la sua fotografia di un momento che sembra magico, forse lo è stato davvero. Sorseggiamo un tè in attesa di presentarci all’appuntamento alla tenuta di Caccia al Piano 1868 a Bolgheri e mi perdo in immagini lontane, che arrivano dal passato, quando quest’area era terra di mezzadri e il vino pregiato, ancora, un’audace fantasia.

Caccia al Piano 1868 a Bolgheri
Caccia al Piano 1868 a Bolgheri

La mezzadria è un antico metodo di organizzazione e lavorazione della terra alla base dello sviluppo dell’agricoltura toscana. In auge fino alla metà del secolo scorso, quando ha lasciato il passo allo sviluppo industriale, ha determinato il paesaggio che ancora oggi disegna la nostra campagna: ville, fattorie, case coloniche e viali di cipressi, un tempo utilizzati per delimitare le proprietà. Famiglie numerose trattenevano una generazione dopo l’altra nel podere, dove solitamente si trovava l’abitazione, e lavoravano spartendosi i compiti, occupazioni domestiche, animali da governare e lavoro nei campi, giorno dopo giorno, instancabilmente.

Tra i prodotti agricoli della tradizione locale non mancavano frutta, in primis pesche e più tardi anche fragole, olio e vino, quello da tavola, che veniva prodotto per il consumo privato, niente di paragonabile alla qualità eletta delle etichette attuali. Capitava che qualcuno vendesse agli abitanti della zona parte della sua produzione ma è a metà degli anni ’90, con l’esplosione del fenomeno “Sassicaia”, che molti imprenditori italiani cominciano ad interessarsi a questa piccola porzione di Toscana, ad acquistare ettari preziosi di terreno e ad investire in ricerca, sperimentazione e professionalità. E’ l’inizio del successo di Bolgheri che conquista elegantemente, in casa e nel mondo, l’olimpo della produzione vitivinicola.

Caccia al Piano 1868 a Bolgheri
Caccia al Piano 1868 a Bolgheri
Caccia al Piano 1868 a Bolgheri
Caccia al Piano 1868 a Bolgheri
Caccia al Piano 1868 a Bolgheri
Caccia al Piano 1868 a Bolgheri

A Caccia al Piano nel 2003 arriva il gruppo Berlucchi, guidato dall’enologo Franco Ziliani, nomi che negli anni 50 hanno dato vita alla realtà della Franciacorta. Dalla raffinatezza delle bollicine alla potenza dei rossi, dalla tradizione all’innovazione. Una scommessa che oggi premia la lungimiranza di chi ha saputo intuire il potenziale di Bolgheri.

Sono i supertuscan, quei vini dal nome altisonante derivati dall’assemblaggio di vitigni internazionali piantati su questa terra benedetta. Si perché, tra mare e colline, cabernet sauvignon, merlot, cabernet franc e syrah hanno trovato terreno fertile e clima ottimale per riproporre il famoso taglio bordolese, in Francia sinonimo di Chateaux e grandi realtà vitivinicole. L’unico intruso nei vitigni a bacca rossa permesso dal disciplinare è il Sangiovese, protagonista della viticoltura chiantigiana.

Vini nati in prima battuta per il mercato internazionale che li ha promossi da “vini da tavola” a “super toscani“, poiché inizialmente non rientravano in nessuna categoria. Solo nel 1995 vengono disciplinati dalla costituzione del Consorzio della Tutela dei Vini Bolgheri Doc.

 I CRU DI CACCIA AL PIANO 1868 A BOLGHERI

Parcheggiato Gaspard, iniziamo a scoprire l’azienda lungo i filari di petit Verdot, ultimo degli internazionali di recente acquisizione: vigna bassa, doppio cordone speronato ed alta intensità d’impianto, ossia molte piante che producono singolarmente poco. È nel rispetto del disciplinare della Doc Bolgheri che prevede un massimo di produzione di 9000 chili di uva ad ettaro (8000 per il superiore). Con questa densità si hanno 900 grammi di uva a vite, quindi non più di 4 o 5 grappoli a pianta.

L’azienda Caccia al Piano comprende 4 vigneti che si sviluppano su 20 ettari.

Su terreni sabbiosi trova  collocazione il vermentino. Sono ideali per i vitigni a bacca bianca, grazie all’influenza dei venti provenienti dal mare che permettono di mantenere una buona acidità finale nel prodotto. Qui i rossi sarebbero scarichi nel colore e con gradazione alcolica troppo alta.

Intorno all’azienda si estende, lungo la strada provinciale bolgherese per 2,5 ettari, il primo Cru: l’omonimo “Caccia al Piano“. La sabbia si mischia all’argilla derivata dalla degradazione meteorica delle colline metallifere e accoglie i vigneti di cabernet sauvignon e petit verdot con i quali viene prodotto il Bolgheri Doc “Ruit Hora“.

Il secondo Cru, “Le Grottine“, si presenta con una colorazione rossa per l’alto contenuto di ferro. Il rotondo Merlot trova la sua collocazione ideale.

Sulla vetta della collina, a 250 metri sul livello del mare, il terzo Cru, “San Biagio“, con terreni  di origine pleistocenica. 12 ettari argillo-calcarei, molto scheletro per far lavorare la vite sotto sforzo e creare il top di gamma dell’azienda. Merlot, cabernet sauvignon, cabernet franc e syrah per il Bolgheri Superiore Doc “Levia Gravia”.

Ovunque una condotta biologica e, a questo proposito, è curiosa la lotta agli  insetti che  minacciano  le viti: la confusione sessuale. Ad un tralcio ogni 7 viti viene legata una fascetta che diffonde nell’aria il feromone sessuale della femmina di dell’insetto bersaglio, in modo da mandare il maschio in confusione ed impedirgli di localizzarla e fecondarla. Questo metodo è di sicura efficacia nei vigneti in collina circondati da bosco, mentre è meno rilevante vicino al mare dove il vento spazza via eventuali pericoli per la pianta.

Entriamo nella nuova struttura,  adiacente alla casa, dedicata alla vinificazione  in grandi contenitori di acciao inox, poi nella cantina, dove il vino inizia un lungo affinamento in legno. Cantina che è stata realizzata in tre anni, con ingenti investimenti e non poche difficoltà. Uno scavo verticale in sezione ristretta per non sconvolgere il territorio.

Le barrique di rovere francese da 225 l accolgono tutti i vitigni e permettono a ciascuno di riposare e crescere in intensità e aromaticità. Sta poi all’estro e all’esperienza dell’enologo creare il blend che personalizzerà il prodotto finale e lo renderà unico e distinguibile.

Caccia al Piano 1868 a Bolgheri: la cantina
Caccia al Piano 1868 a Bolgheri: la cantina
Caccia al Piano 1868 a Bolgheri: la cantina
Caccia al Piano 1868 a Bolgheri: la cantina
Caccia al Piano 1868 a Bolgheri: la cantina
Caccia al Piano 1868 a Bolgheri: la cantina

DEGUSTAZIONE

I due vini in produzione di Caccia al Piano si adattano perfettamente alle nobili barrique. Blend di vitigni internazionali che dallo scambio con il legno della piccola botte acquisiscono il plus tipico dei vini di Bolgheri.

Caccia al Piano 1868 a Bolgheri: le etichette
Caccia al Piano 1868 a Bolgheri: le etichette
Caccia al Piano 1868 a Bolgheri: degustazione
Caccia al Piano 1868 a Bolgheri: degustazione
Caccia al Piano 1868 a Bolgheri: la vecchia cantina
Caccia al Piano 1868 a Bolgheri: la vecchia cantina

Le etichette sono un omaggio al poeta Carducci. La prima,”Ruit Hora“, l’ora che fugge, Bolgheri Doc.

L’affinamento in barrique per più di un anno e il riposo in bottiglia per almeno 6 mesi regalano un vino denso, intenso, strutturato. Il legno è elegante e non invasivo. Spiccati aromi di frutta in confettura e fiori con punte di spezie per conferire una “marcia in più”. Cabernet sauvignon e petit verdot bilanciano le rotondità del vitigno principale merlot. Godibilissimo!

L’abbinamento ideale? Poesia, amore e passione! 😉

“E precipita l’ora. O bocca rosea,
schiuditi: o fior de l’anima,
o fior del desiderio, apri i tuoi calici:
o care braccia, apritevi.”

Giosuè Carducci – “Ruit Hora

Levia Gravia“, cose leggere e cose pesanti, Bolgheri Superiore Doc.

Assaggiate il Ruit Hora e poi raddoppiate tutti i piaceri e le sensazioni del bicchiere appena bevuto! Affinamento di quasi 2 anni in barrique e uno in bottiglia. Questa volta il vitigno principale è il cabernet sauvignon e il merlot lo accompagna. Maggiore struttura, aromi terziari in bella evidenza che aprono alla frutta matura e ad aromi vegetali e balsamici. Tannini potenti, equilibrati, qui si viaggia alla massima velocità! Una bottiglia che esprime al meglio il territorio di Bolgheri nella sua eccellenza.

“Fantasie di gioventù e dolori ed esperimenti della vita. Cose leggere per sentimento e per stile, mescolate ad altre gravi per le stesse ragioni…cose leggere ancora, che tuttavia son difficili e gravi a fare”.

Giosuè Carducci – “Levia Gravia

Un po’ come il grande lavoro umano e la complessità delle lavorazioni in vigna e in cantina che riescono a creare qualcosa in apparenza semplice, come una bottiglia di vino, e in perfetto equilibrio tra ciò che la natura crea e l’uomo produce.

Gaspard riparte! Restiamo a Bolgheri, destinazione Podere Grattamacco dell’azienda vitivinicola Colle Massari.

Caccia al Piano 1868 a Bolgheri: si riparte!
Caccia al Piano 1868 a Bolgheri: si riparte!